“La storia di Walter è una storia di crudeltà non necessaria. Io mi chiedo se è criminale Walter o magari lo siamo noi che ci giriamo dall’altra parte perchè una cosa è certa: il dolore non aspetta!”.

E’ il contenuto del videomessaggio che la senatrice Emma Bonino ha inviato al presidente Sergio Mattarella, per sottolineare la situazione di Walter de Benedetto, paziente costretto ad autoprodurre la cannabis di cui aveva necessità visto che le istituzioni erano rimaste sorde ai suoi appelli, e che il prossimo 27 aprile andrà a processo per coltivazione di sostanza stupefacente in concorso, rischiando fino a 6 anni di carcere (guarda QUI la nostra video intervista a Walter).

La Senatrice si è fatta portavoce e prima firmataria dell’appello che l’uomo, affetto da oltre trent’anni da una grave forma di artrite reumatoide, aveva rivolto lo scorso 20 ottobre, grazie al sostegno di Meglio Legale, alla massima carica dello Stato.

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Con il suo appello, che ha avuto il sostegno di oltre 20mila cittadini, De Benedetto chiedeva il rispetto del diritto alle cure riconosciuto dalla Costituzione. Infatti, nonostante la regolare prescrizione di cannabis terapeutica che gli permetterebbe di migliorare la qualità della vita, il De Benedetto è stato costretto – come spesso accade – a sopperire alle lacune pubbliche con l’auto-produzione. Una scelta, quella di coltivare cannabis nel proprio giardino, che lo ha portato a essere indagato per coltivazione di sostanza stupefacente in concorso.

Da 14 anni, nel nostro Paese è consentito il ricorso alla Cannabis Terapeutica, ma il fabbisogno è superiore alla produzione e all’importazione del farmaco. Come ricorda Emma Bonino, il paziente è stato «mandato a processo tra dolori inenarrabili»: il prossimo 27 aprile presso il Tribunale di Arezzo si terrà, infatti, l’udienza decisiva sul caso.





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