All’incoerenza dei proibizionisti siamo da tempo abituati. Più volte abbiamo denunciato quello che abbiamo definito il “proibizionismo a sostanze alterne”, di politici tanto contrari alla cannabis quanto del tutto inconsistenti nel cercare ricette contro quelle che sono le vere dipendenze, legali quanto dannose, della nostra società, a cominciare dall’alcol.

In questa speciale lista si inserisce il vicepremier leghista Matteo Salvini che, tra una crociata contro la cannabis e l’altra, ha ben pensato di proporre una misura pensata per favorire gli imprenditori delle discoteche, eliminando il divieto di somministrare alcolici dopo le tre di notte.

Una proposta inserita all’interno della solita retorica securitaria, che prevede anche un “bollino blu” per premiare le discoteche sicure, più controlli e telecamere, e altre misura di difficile applicazione, tipo le non meglio precisate “misure per impedire l’ingresso a sballati e balordi”.

Per giustificare il provvedimento, il Ministro degli Interni ha messo l’accento sul valore economico dei 2.500 esercizi italiani,  spiegando che «è importante farlo crescere, visto che la sola Ibiza fattura quasi quanto l’Italia intera». Anche in questo caso, a quanto pare, si tratta di una valutazione d’impatto economico che secondo il leader leghista va effettuata a sostanze alterne, visto che d’altra parte non sta esitando a mettere i bastoni tra le ruote all’unico vero settore in crescita economica del nostro paese, quello della canapa legale, che invece vorrebbe vietare.

Naturalmente, per quanto ci riguarda, da antiproibizionisti veri (e non a sostanze alterne) non siamo per vietare l’alcol. Anzi, il divieto di vendita dopo le 3 di notte nei confronti dei locali è una norma piuttosto stupida e inefficace, considerando che se una persona desidera bere e poi mettersi alla guida può certamente trovare il modo di continuare a farlo, così come può tranquillamente commettere una strage anche guidando ubriaco in pieno giorno dopo l’aperitivo. La riduzione del danno si fa con altri mezzi, culturali e informativi prima che repressivi.

Tuttavia non si può non notare come Salvini abbia deciso di mettere nel mirino esclusivamente la cannabis, liberalizzando invece il mercato dell’alcol, nonostante secondo ogni ricerca scientifica quest’ultima sostanze sia ben più pericolosa.

Ogni anno a causa dell’alcol muoiono nel mondo oltre 3 milioni di persone (secondo le stime dell’Oms) mentre ancora non è mai stata registrata alcuna morte certificata a causa della cannabis che, anzi, si è dimostrata efficace proprio per ridurre la dipendenza negli alcolisti. Questi sono i fatti incontrovertibili. Qualcuno lo spieghi a Salvini.

 





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