I rivenditori di cannabis light ed il cantante J-Ax sono il diavolo. In poche parole si può riassumere così l’ultima sparata di Lorenzo Damiano, esponente del movimento politico cristiano ultraconservatore “Il popolo della famiglia”, che alle ultime elezioni del 4 marzo ha raccolto lo 0,7% dei voti.

Damiano, nel proprio comunicato, ha raggiunte vette di fobia proibizionista degne delle campagne dei puritani americani del 1930, mettendo in unico calderone marijuana e canapa, profetizzando morti, e incolpando di tutto i personaggi «come J-Ax che si fanno testimonial dell’uso di droga». Roba da far impallidire Carlo Giovanardi superando di gran lunga le più grandi e mitologiche sparate dei proibizionisti italiani.

Lorenzo Damiano

«Come fa lo Stato a rendersi complice di simili episodi? Concedere a questi negozi di vendere cannabis è gravissimo. Il primo ragazzo che muore direttamente o indirettamente per il consumo della droga è responsabilità dello Stato ed è responsabilità di personaggi pubblici che, come J-Ax, inneggiano al consumo di queste sostanze. Responsabilità di fronte agli uomini e, non dimentichiamo, di fronte a Dio. Chiunque come lui si fa testimonial del consumo di droga faccia immediatamente un passo indietro altrimenti avrà sulla coscienza la morte di persone, magari giovanissime, che per seguire il loro stolto esempio, dietro cui si nasconde anche squallido business, si rovinano la vita quando non arrivano proprio a rischiarla. Chiudiamo questi negozi: un atto di salvezza per la nostra società ma soprattutto per i nostri figli».

Questo il testo integrale del comunicato di Lorenzo Damiano. Tanto più delirante considerando il fatto che i negozi che “mettono a repentaglio la società” altro non vendono che cannabis light ed altri prodotti legali derivati dalla canapa, senza alcuna proprietà psicoattiva in quanto a basso contenuto di THC. Così come il demone J-Ax, non ha fatto altro che dare il nome di una propria canzone ad una varietà di cannabis light.

Lorenzo Damiano, tra i personaggi più in vista del Popolo della Famiglia e già candidato in Parlamento e a sindaco di Treviso – fortunatamente ottendendo risultati da prefisso telefonico – in passato si era reso protagonista di altre campagne da santa inquisizione, annunciando un rogo in piazza di tutti i libri “gender” (in realtà mai avvenuto) e chiedendo a Trump e Putin di liberare il mondo dalla “lobby degli invertiti”, che nel suo linguaggio medievale sarebbero i gay.





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