Oggi il decreto Lorenzin sulle droghe arriva in Senato per l’approvazione definitiva. Il dibattito avrà luogo a partire dalle 16.30 ed il voto dovrà necessariamente arrivare entro il 20 maggio. Ma non è escluso che si voti già nella giornata di giovedì. Si tratta di un passaggio di fondamentale importanza per il futuro della legislazione sulla cannabis in Italia, in quanto il governo, ed in particolare il Partito Democratico, dovrà scegliere tra l’avere il coraggio di passare definitivamente oltre al medioevo della Fini-Giovanardi o sottostare all’ennesimo ricatto del Nuovo Centro Destra.

L’ORDINE DEL GIORNO BIANCONI. I fatti della scorsa settimana non preannunciano niente di nuovo. Prima con la nomina di Carlo Giovanardi a relatore del decreto: il diretto responsabile di una legge dichiarata incostituzionale è stato posto a capo del decreto che dovrebbe andare a riparare sui danni fatti da quella stessa legge. “Come mettere dracula all’Avis”, hanno detto giustamente molte associazioni.
Inoltre durante la discussione avvenuta in Commissione è passato con il voto favorevole di alcuni membri del Pd un ordine del giorno firmato dalla senatrice Bianconi – dello stesso partito di Giovanardi – che impegna il Senato a discutere nuovamente la reintroduzione della cannabis sopra al 4% di thc (cioè praticamente tutta la cannabis) nella tabella 1, insieme a cocaina ed eroina.

LA RESPONSABILITA’ STORICA DEL PD. Bocciare questo ordine del giorno che tenta con un colpo di mano di reintrodurre la Fini-Giovanardi sarebbe un passo importante, seppur minimo, per dimostrare che anche l’Italia può accodarsi al riformismo sul tema della cannabis che si sta imponendo nel mondo, uscendo dalla criminalizzazione dei consumatori. Per questo abbiamo aderito e continuiamo ad invitare tutti i nostri lettori a partecipare alla campagna di “mailbombing” che è stata lanciata per sensibilizzare i senatori del Pd, e per ricordare loro che, fuori dal Senato, c’è una massa che osserva e giudica ciò che faranno.
Un altro passo importante sarebbe approvare alcune modifiche migliorative al testo – più volte proposte in particolare dal M5S e da Sel – per abbassare le pene di lieve entità relative al possesso di cannabis e per risolvere la questione scandalosa di migliaia di detenuti che si trovano ancora in carcere in quanto condannati in base ad una legge incostituzionale che non esiste più. Speriamo che i senatori del Pd possano avere un sussulto di razionalità ed orgoglio anche su questi temi, anche se non ci contiamo affatto.

 





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