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Pubblicando in rete le foto dei Carabinieri indagati, Ilaria Cucchi prima e poi Lucia Uva hanno compiuto un gesto importante.
Lo scandalo che questo gesto ha suscitato nasce dalla paura di dare corpo, di rendere visibile la piaga degli abusi delle forze dell’ordine.

Ilaria e Lucia hanno fatto in modo che migliaia di cittadini si rendessero conto che ci sono delle persone vere dietro quelle telefonate. Dietro quella violenza furiosa c’è persino un sorriso. Questo fa paura.

Come quando con tutta la difficoltà del mondo Ilaria, insieme ai genitori, scelse di mostrare le immagini del corpo di Stefano. O come quando quella scelta la fece Patrizia Aldrovandi mostrando al mondo come avevano ridotto Federico. Le foto delle vittime, come quelle dei carnefici diffuse, ti mettono davanti la realtà e non puoi che farci i conti.
Non puoi più far finta di niente.

Ci torna alla mente un altro caso. Walter De Michiel è un poliziotto e padre di Tommaso e Niccolò, due ragazzi che vennero fermati la notte del 2 aprile 2009 e pestati senza alcun motivo da almeno dieci agenti della questura di Venezia. Cinzia Gubbini, su Il Manifesto dell’ottobre 2011, raccontò cosa accadde nei giorni successivi all’abuso: «Due giorni dopo il fatto, alcuni ragazzi, organizzano una manifestazione. Tommaso prende il microfono, il padre lo vede in difficoltà e interviene. Dice che si dissocia dal comportamento di quei poliziotti, ma che la polizia è fatta di persone perbene. Per aver preso quel microfono, l’ispettore De Michiel è stato deferito alla Commissione disciplinare con l’accusa di manifestazione non autorizzata, oltraggio al corpo di polizia e omissione di atti di ufficio. Perché lui doveva sapere chi aveva organizzato la manifestazione e avrebbe dovuto avvertire la polizia. All’inizio è stato condannato al licenziamento, poi commutato in una più “morbida” sospensione per sei mesi a mezzo stipendio».
Come mai questi agenti di pubblica sicurezza sono ancora in servizio visto che a loro carico sono già presenti prove fortemente compromettenti?

Cosa dovrebbe accadere agli agenti intercettati mentre si vantano di aver pestato quel “drogato di merda” di Stefano Cucchi?
La domanda purtroppo rimane aperta.

a cura di ACAD Team





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