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Persino le serre migliori disperdono il calore per irraggiamento, conduzione e convezione attraverso il vetro, le pareti e il pavimento (o il terreno), nonché attraverso gli sfiati di areazione, le porte e le crepe. Per contrastare le varianti esterne, la struttura interna della serra risulta, per certi versi, più complessa rispetto alla scelta dell’intelaiatura e dei materiali di copertura.

In tutte le serre occorre un’areazione e in quasi tutte occorrono dei ventilatori. Cerca una ventola di estrazione con una capacità tale da cambiare l’aria ogni cinque minuti. Per capacità, si fa riferimento alla quantità di energia necessaria a ricambiare il volume di aria della struttura.

Il volume si calcola moltiplicando la superficie della serra per l’altezza. Moltiplica il volume per sessanta ricambi d’aria in un’ora per ottenere la capacità di metri cubi al minuto della serra. Per esempio, una serra con le seguenti misure: 2,4*3,6*2,1 m richiede una ventola dalla capacità di 1088,64, infatti 2,4*3,6*2,1 *60 minuti=1088,64.

Ecco un altro esempio simile: 2,5*3,5*2=17,5m2 * 60 minuti= 1053m3 Combinando i lucernari e la ventola, si costringe l’aria più calda e umida a fuoriuscire, pur riparando le piante dalle correnti.  Gli sportelli di areazione controllano la temperatura in ogni stagione, migliorando le condizioni per la coltivazione. I modelli più raffinati presentano sportelli pneumatici, che si azionano automaticamente, aprendosi quando aumenta il calore nella struttura e chiudendosi quando essa scende. Puoi trovare materiali da serra, quali dli “Optivent” con rivestimento interno in paraffina, sul sito www.charleysgreenhouse.com

Gli impianti di riscaldamento sono importanti per mantenere le piante in buona salute durante le notti fredde. La cannabis cresce bene con temperature notturne di 16-18° C, quindi nelle notti con temperature inferiori servirà una fonte di calore aggiuntiva per mantenere la crescita.

Puoi trasformare una serra fredda in una calda isolandola con del letame o riscaldandola con vapore, tubi ad acqua calda o elettricità. Per utilizzare l’elettricità con la massima efficienza, procurati dei tappetini o dei cavi scaldaterra e un termostato per controllare automaticamente la temperatura. Poni il cavo per terra, sul fondo del substrato o su un letto di vermiculite, coprendolo con circa 5 cm di sabbia. Serviranno 10-15 Watt di calore elettrico per ogni 30 cm quadrati di superficie colturale. I cavi riscaldanti si rivelano utili nelle serre anche per riscaldare i semenzali, i cloni, o le piante in fioritura senza sostenere il costo di scaldare tutta la struttura.

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Le serre piccole possono essere riscaldate in modo piuttosto economico con un radiatore elettrico per ambienti, o più efficacemente usando dei condotti o delle tubature in plastica per distribuire il calore con un termostato che controlla l’immissione di aria. Per riscaldare unità più vaste, si può usare l’aria forzata o un impianto a vapore, a carbone o ad acqua calda. Inoltre il vapore può essere usato anche per sterilizzare le vasche da coltivazione e i terricci da vaso. Poi c’è il metodo tradizionale per riscaldare una serra: il compost. Un grower di Portland, in Oregon, ammucchia materiali organici ai lati della serra fino a circa 1,5m di altezza, all’interno e all’esterno. Il compost, decomponendosi, rilascia calore, mantenendo calda la struttura ad un costo assai ridotto.

Il raffreddamento a nebulizzazione elimina il calore in eccesso e aggiunge umidità, in modo da ridurre il fabbisogno idrico. L’aria umida circola nella struttura mentre l’aria calda viene espulsa tramite ventole sul tetto o aspiratori. Un condizionatore, installato adeguatamente, può ridurre la temperatura interna fino a 15-23° C nei climi caldi e secchi, ma funziona di meno nelle zone umide. Le dimensioni del condizionatore vanno decise in base a quelle della serra, lo stesso vale per le ventole. Una linea guida generale è trovare un condizionatore che copra la volumetria totale della struttura, più il 50%. Per raffreddare e umidificare contemporaneamente, il condizionatore deve essere installato all’esterno della serra, altrimenti, riuscirebbe solo a umidificare, senza far scendere la temperatura.

Ci sono altri ottimi siti sulle serre quali www.igcusa.com che presenta dei grafici molto utili, mentre www.cpjungle.com offre una panoramica dettagliata delle diverse soluzioni e delle esigenze di raffreddamento.

Nebulizzazione e irrigazione sono inoltre di grande importanza nel giardinaggio in serra. Per via dei lunghi tempi di coltivazione e delle alte temperature protratte, è fondamentale irrigare adeguatamente. Anche qui, ci sono metodi adatti ad ogni caratteri, da quelli meno tecnologici a quelli automatici. Quasi tutte le aziende propongono impianti di irrigazione e di nebulizzazione a componenti singole, abbinabili per assecondare le varie esigenze colturali.

Gli impianti automatici sono dotati di un timer che aziona la nebulizzazione o l’irrigazione a intervalli regolari. Con un pratico interruttore, puoi passare dall’irrigazione manuale a quella automatica. Per ulteriori informazioni sulle applicazioni e i modelli di impianti di irrigazione, visita un sito come www.cloudtops.com che contempla una grande gamma di aspetti relativi all’ambiente interno a una serra.

Un metodo meno tecnologico per il controllo di nebulizzatori e irrigatori consiste in una serie di schermi che chiudono il flusso ribaltandosi verso il basso per il peso dell’acqua e riavviano il flusso, sollevandosi quando si asciugano gli schermi. Il sistema è completamente automatizzato dal peso dell’acqua o dalla sua assenza. Ovviamente, si può anche irrigare a mano, con ottimi risultati e senza interventi meccanici. Gli impianti automatici, tecnologicamente sofisticati o meno, offrono un’alternativa all’irrigazione manuale e possono quindi essere enormemente utili in caso il giardiniere si assenti.

Gli apparecchi per riscaldare e irrigare dipendono dall’altro costo collaterale del giardinaggio in serra: il tempo di cui dispone il grower per accudire le piante. Se prevedi di trascorrere molto tempo nella serra, puoi arginare al minimo le spese per le apparecchiature. Per i coltivatori che si assentano per lunghi periodi dalla struttura, gli investimenti automatizzati rappresentano un valore aggiunto.

Le piante, oltre ad avere bisogno di riparo, calore, acqua e areazione, richiedono luce. L’illuminazione è illustrata in modo approfondito nel capitolo nove di questo libro. La luce fluorescente, essendo più efficiente e a basso calore, è la più usata. La luce a incandescenza (60-500 Watt) può essere usata per prolungare il fotoperiodo. Le lampade HID (high-intensity discharge) offrono una lunga durata; le lampade al sodio emettono la luce migliore da abbinare alla luce solare naturale. A prescindere dalla fonte luminosa adottata, potresti acquistare un illuminometro (30-50€), uno strumento molto utile per regolare al meglio il livello di luminosità nella tua serra.

L’anidride carbonica (CO2) è un altro aspetto importante per l’ambiente in serra. Le serre chiuse di giorno dispongono spesso di insufficiente CO2 perché le piante riescano a usare efficacemente la luce. Aumentando i livelli di anidride carbonica, la pianta cresce con maggior rapidità; i metodi per farlo vanno dalle costose apparecchiature per CO2 con sensori a infrarossi ai blocchi di ghiaccio secco contenuti in bottiglie pressurizzate. Vedere il capitolo 13 “Aria” per maggiori informazioni.

La sicurezza è sempre una preoccupazione per chi coltiva cannabis. Esistono svariati modi per camuffare le serre, per esempio coltivare altre piante insieme alla cannabis. Le pareti possono essere dipinte con una vernice che blocca il sole, in modo che la luce continui a penetrare, ma gli sguardi dei curiosi no. Puoi acquistare dei fiori finti al primo negozio discount. Metti i fiori finti intorno e sulle piante di cannabis cosicché sembra che crescano dalla cannabis. Ricorda di badare a quali altre piante potrebbero fiorire nello stesso periodo e che risultino adeguate.

Piantando direttamente nel terreno della serra si possono usare dei metodi biologici. Le piante non possono essere spostate facilmente, però diventano più grosse e richiedono meno cure rispetto a piante cresciute in contenitori. Senza i vasi, le piante sono anche meno appariscenti. Coltivare nella Madre Terra è sempre meglio che piantare in vasi! Quasi tutti i principi che si applicano alla coltivazione outdoor valgono anche per le serre. Vedi il capitolo sette “Outdoor” e il dieci “Terra” e “Contenitori” per maggiori informazioni.

A metà estate, si possono oscurare le serre per indurre la fioritura. Questa pratica ti consentirà di raccogliere fino a tre volte l’anno! Le piante di cannabis fioriscono quando le notti sono lunghe quanto il giorno (12 ore). Per provocare la fioritura, oscura la serra affinché le piante ricevano 12 ore di buio ininterrotto ogni giorno. Quando la serra viene oscurata ogni giorno per far sì che le piante ricevano 12 ore di buio ininterrotto, entro metà e fine luglio si può raccogliere una partita di cloni piantati il 1° di maggio.

I macchinari per oscurare automaticamente vengono venduti per le grandi serre commerciali. Le serre piccole normalmente sono coperte con plastica nera per oscurare l’interno per 12 ore. Combinandola alla luce solare naturale, si fa un uso ottimale della luce artificiale durante le ore non diurne. Chi coltiva in serra accende le lampade HID quando diminuisce la luce solare (30 minuti prima del tramonto) e le spegne quando la luce del sole si intensifica (30 minuti dopo l’alba). Accendi la HID quando l’intensità della luce naturale è inferiore al doppio dell’intensità della HID. Misurane il livello con un esposimetro. Spegni la HID quando l’intensità della luce solare è maggiore del doppio della HID stessa. Si può usare una semplice fotocellula per accendere e spegnere le luci automaticamente.

Le luci extra hanno il massimo effetto se applicate alle piante giovanissime. Costa meno illuminare le piante quando sono piccole. Vengono venduti molti tipi di copertura diversi per serre e letti freddi. Le pellicole da serra migliori sono a prova di raggi UV e trasmettono comunque tantissima luce. Il Lexan è rigido ed è pieno di scanalature che trattengono il calore. E’ una delle migliori plastiche per serre. Il Lexan dura per anni e trasmette quasi altrettanta luce del vetro, pur trattenendo il calore della serra. L’unico problema di questo materiale è la trasparenza. Alcuni grower dissimulano la cannabis in serra avvolgendo dei fiori di plastica sui rami visibili ai passanti, un metodo consigliabile solo se i vicini non sono ficcanaso e le leggi sono permissive.

In una serra è molto più arduo regolare il calore che non in una grow room ben delimitata. Le serre si scaldano rapidamente nelle giornate di sole e si raffreddano altrettanto in fretta quando il sole si nasconde dietro una nuvola o scende dietro l’orizzonte. Tale variazione termica è difficile e costosa da tenere a bada. I picchi di calore e di freddo influiscono anche sulle dosi di fertilizzante che le piante richiedono e assorbono, per cui coltivare in una serra è più impegnativo che coltivare indoor.

Per approfondimenti sull’argomento serre consiglio la lettura di “Gardening under cover” di William Head, Sasquatch Books, e “Gardening in your Greenhouse”, di Mark Freeman, Stackpole Books.

 





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