E’ l’ultimo tassello che manca per sistemare i problemi a livello normativo e di credito economico per aziende e banche: parliamo della legalizzazione federale della cannabis in USA.

Gli Stati Uniti, infatti, sono un federazione di Stati in cui il singolo paese può legiferare autonomamente, ma sempre sotto il cappello delle leggi federali, che valgono per tutti gli Stati ed hanno la precedenza sulle leggi nazionali. Un meccanismo simile a quello che regola lo stato centrale italiano e le varie Regioni.

Ad ogni modo, nonostante in USA ad oggi la cannabis medica sia legale in 33 stati, e quella ricreativa in 11, l’unico settore che a livello federale è pienamente legale, è quello della canapa industriale. Ciò è potuto succedere grazie al Farm Bill del 2018, la legge sull’agricoltura USA, che ha tolto la canapa con THC inferiore allo 0,3%, dal controllo federale.

Quello che sta accadendo è che in USA stanno pianificando il voto per fare in modo che anche i settori medico e ricreativo siano liberati da questo giogo, togliendo gli ultimi ostacoli normativi che ancora ne frenano il pieno sviluppo. Secondo Marijuana Moment il voto sulla legalizzazione. federale arriverà nel 2021, ma potrebbe anche essere anticipato a settembre 2020.

“Mentre la pandemia causata dal coronavirus ha bloccato gli sforzi legislativi su un’ampia gamma di questioni, fonti nel mondo dei sostenitori e un assistente del presidente di un importante comitato della Camera affermano che il voto è ora in programma per settembre“, scrivono infatti, specificando che il MORE (Marijuana Opportunity, Reinvestment and Expungement) toglierebbe la cannabis dal controllo federale, eliminerebbe le condanne già emesse per reati relativi alla cannabis, e imporrebbe una tassa federale del 5% sulle vendite, il cui gettito verrebbe reinvestito nelle comunità più colpite dalla guerra della droga.

Intanto, oltre al voto previsto sulla legge “MORE”, è stato introdotto un emendamento al disegno di legge sulla spesa per proteggere tutti i programmi statali sulla cannabis dall’intervento federale che è stato presentato questa settimana e che potrebbe essere preso in considerazione dalla Camera nei prossimi giorni.

Secondo Justin Strekal, direttore politico di NORML, “Il Comitato giudiziario ha già fatto il suo lavoro e ora è giunto il momento che la Camera al completo mostri al popolo americano chi sostiene la fine della criminalizzazione della marijuana e chi sostiene la fallita e violenta politica del proibizionismo”.





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