Mentre il Parlamento continua a ritardare i lavori sulla proposta di legge per la legalizzazione della cannabis, che si trova ancora arenata alle Commissioni Giustizia e Affari sociali, si moltiplicano le iniziative dei sindaci delle città italiane. L’ultima in ordine di tempo viene da Firenze, il cui Consiglio comunale ha richiesto al governo di procedere alla legalizzazione.

La mozione è stata proposta da due consiglieri di Mdp e tre del Pd, ed è stata approvata a larga maggioranza, 18 consiglieri su 24 favorevoli (cinque i voti contrari e un astenuto).

«La legalizzazione non è sinonimo di promozione, legalizzare vuol dire portare alla luce ciò che ad oggi è sommerso nel mercato nero. Dobbiamo fare i conti con la realtà, affrontiamo il fenomeno con gli strumenti della legge, per un approccio informato e responsabile», queste le parole con le quali la mozione chiede al Parlamento di intervenire.

La mozione ricorda anche che, come affermato anche dalla Direzione nazionale antimafia «l’attività di repressione non ha arginato il fenomeno di consumo della cannabis, ma bensì ha incrementato gli introiti delle organizzazioni criminali» e sottolinea il possibile contributo economico delle tasse derivanti dalla legalizzazione, stimabile in «almeno 7,2 miliardi di euro».

Con questa mozione la città di Firenze si unisce all’analoga richiesta di legalizzazione delle droghe leggere portata avanti già da diversi importanti Comuni italiani. Tra questi ci sono Palermo, Napoli, Torino, Genova. Parma e Reggio Emilia, i cui sindaci si sono già espressi contro il proibizionismo.

La mozione approvata da Firenze non comporta conseguenza automatiche, e il governo italiano può non tenerla in considerazione. E così succederà senza dubbio. Ma il fatto che sempre più sindaci dei grandi Comuni italiani, notoriamente tra i più colpiti dai fenomeni dello spaccio e dell’abuso di droghe, si esprimano contro il proibizionismo rappresenta un nuovo segno positivo che testimonia come l’opinione stia cambiando anche nelle istituzioni. Solo pochi anni fa prese di posizione simili da parte dei sindaci sarebbero state impensabili.





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