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Il Colorado potrebbe obbligare i produttori a spruzzare un agente chimico sulla cannabis

Un agente chimico di trattamento da spruzzare sulle piante di cannabis coltivate legalmente allo scopo di rendere immediata per le forze di polizia la loro distinzione da quelle illegali prodotte per il mercato nero. È la proposta di legge che sta facendo discutere il Colorado, provocando le proteste di molte aziende del settore.

Il disegno di legge è stato presentato in modo bipartisan dai senatori dello stato Leroy Garcia e Kent Lambert (rispettivamente del partito democratico e del partito repubblicano) e prevede che l’Istituto di ricerca sulla cannabis della Colorado State University Pueblo, si occupi di “sviluppare un agente che possa essere applicato sulla cannabis e poi scansionato da un dispositivo per verificare se sia stata coltivata da soggetti autorizzati“.

Una volta sviluppato “l’agente tracciante” il ddl prevede che lo stato del Colorado autorizzi un unico fornitore a produrlo al fine da metterlo in dotazione agli agenti di polizia. Per il progetto verrebbero utilizzati parte delle entrate fiscali derivanti dal commercio legale di cannabis.

La proposta ha provocato immediate critiche. «Di certo i consumatori non vedranno di buon occhio la possibilità di fumare cannabis sulla quale sono state spruzzati agenti chimici, e questa proposta rischia di dimostrarsi un’ottima idea per ridare forza al mercato nero. Si tratta di una proposta che fa sorgere il dubbio che si voglia limitare il diritto all’autoproduzione andando verso un modello che protegge solo la cannabis prodotta dalle industrie, visto che non ha senso considerando che già il sistema attuale sta sconfiggendo il mercato nero e non c’è bisogno di coinvolgere ulteriormente le forze di polizia», ha commentato l’Associazione dei consumatori di cannabis del Colorado.





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