In un modello di schizofrenia nel ratto, il CBD, che è stato somministrato dai 30 ai 60 giorni dopo la nascita, ha impedito lo sviluppo di anomalie comportamentali simili alla schizofrenia. Gli autori hanno scritto che la loro indagine fornisce prove «per un effetto sicuro e benefico del trattamento con CBD sulla prevenzione dei sintomi della schizofrenia».

È il risultato di uno studio scientifico pubblicato di recente su Frontiers in Pharmacology realizzato dai ricercatori dell’Università federale di San Paolo, in Brasile.

Dopo aver ricordato che: «La schizofrenia è considerata un debilitante disturbo psichiatrico dello sviluppo neurologico e la sua farmacoterapia rimane problematica senza recenti importanti progressi», gli autori hanno analizzato nei ratti il trattamento con cannabidiolo (CBD) durante la peri-adolescenza per capire se possa evitare disturbi comportamentali simili alla schizofrenia.

Dopo aver effettuato 3 diversi esperimenti i ricercatori sono giunti alla conclusione che: «Il CBD non ha indotto nessuno dei potenziali effetti collaterali motori o metabolici associati ai comuni trattamenti antipsicotici. I nostri dati forniscono prove pre-cliniche per un effetto sicuro e benefico nel trattamento con CBD per la prevenzione dei sintomi positivi e cognitivi della schizofrenia, e suggeriscono il coinvolgimento del sistema serotoninergico su questo effetto».

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