Alle volte, lo confesso, quando osservo ciò che accade nel mondo e accanto a noi, mi assale la disperazione. Macerie.

Sotto i colpi di un incessante bombardamento è andato disperatamente in frantumi ogni sentimento di umanità. Ci hanno convinto che siamo soli, che è impossibile ogni sogno, che l’unica speranza è provare a salvare noi stessi, anche a costo di far affogare tanti altri. Ma si, cosa sono gli altri in fondo se non fastidiosi nemici? Prima noi, vivaddio!

Nessuna pietà. Chi soffre, si arrangi e non rompa le scatole. La bontà, l’apertura alle ragioni dell’altro, sono solo uno stupido lusso. Homo hominis lupo. Questa è la legge, l’unica. Il mondo è dei forti, onore ai vincitori. E poi, è così da sempre. Ci sarà sempre sfruttamento, c’è sempre stato. Da sempre le donne fanno parte del bottino. La storia degli uomini è sequenza di guerre e di conflitti e non c’è mai stato verso di cambiarne il segno se non per brevi periodi. La schiavitù non sarà mai domata. Basta guardarsi intorno, suvvia. Periodicamente viene abrogata, ma sempre risorge sotto altre forme. Oggi è quella finanziaria. Siamo servi dello spread, dell’euro o del dollaro, delle banche e delle finanziarie. Sono loro a decidere della nostra quotidianità e chi sta sul loro ponte di comando. Il mondo dei vincitori ha sempre avuto bisogno di servi.

Ma proprio quando la disperazione è più grande, mi fermo ed ascolto. Ascolto le voci di chi tira la carretta, di chi non abbassa mai la testa, di chi muore ogni giorno ed ogni giorno risorge, di chi urla per il dolore ma non si arrende, di chi avendo niente sa dividere con altri il suo niente, di chi proprio non ce la fa a smettere di sognare un cielo finalmente colorato. Sono le voci ed i sentimenti, la quotidianità ferma e decisa della stragrande maggioranza delle donne e degli uomini del nostro pianeta, la loro straordinaria voglia di vivere, la loro sete indomita di giustizia e libertà. Il canto del mondo.

Una musica straordinaria allora illumina le macerie intorno a me. Svela gli inganni di chi ci vuole soli ed in conflitto per meglio dominarci. E mi restituisce la forza e la pazienza di battermi perché un altro mondo, più giusto, più felice, più libero, sia possibile.

Se canteremo insieme, ce la faremo.





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