Terapeutica

Il Canada punta al mercato italiano della cannabis, ed è un bene per i pazienti

La cannabis sta vivendo un momento di grande gloria, e certamente nel prossimo futuro ancor più prenderà la scena. Affronto qui il tema di mia competenza, che è quello della cannabis per uso medico. Dobbiamo rendere merito al ministero della Salute italiano e allo Stabilimento chimico farmaceutico militare di Firenze (SCFM), di aver introdotto con grande insistenza e tenacia, il concetto delle certificazioni GMP (norme di buona fabbricazione) anche nel mondo della cannabis per uso terapeutico. Non era scontato, molti spettatori vedevano questa scelta come una minaccia per il mercato italiano.

Le GMP sono norme che tutelano la salute delle persone, perché certificano che la cannabis, ha seguito processi di produzione e coltivazione che non sono nocivi per le persone: in buona sostanza alla fine della catena di produzione, la cannabis che arriva ai nostri pazienti, risponde al primo dei principi che è richiesto ad un medicamento, la sicurezza per la salute.

Questa procedura, aggiunta al monopolio voluto da SCFM, ha di fatto tagliato fuori dal mercato i pochi produttori italiani, aprendo le porte di Casa Italia ai grandi produttori Canadesi e attirando l’interesse dei produttori Israeliani. Dal mio punto di vista, che è focalizzato sul bisogno di salute di chi è ammalato, questa è una grande opportunità per i nostri pazienti. Finalmente, nel giro di poco tempo, avremo differenti varietà di cannabis da utilizzare per il trattamento delle tante patologie che rispondono ai fitocannabinoidi. Tre gruppi canadesi, i maggiori player mondiali nella produzione di cannabis, sono entrati nel mercato italiano: Aurora, Canopy Growth, Aphria.

Pedanios, società tedesca acquistata dal primo produttore canadese di cannabis Aurora, ha vinto la gara per la fornitura di cannabis, certificata GMP, allo SCFM di Firenze.

Nuuvera, azienda facente parte della Holding canadese Aphria, ha acquistato la licenza d’importazione dell’italiana FL group, entrando così anch’essa nel mercato italiano, come importatore di cannabis medica dall’Olanda.

Spectrum Cannabis, azienda tedesca facente parte della Holding canadese Canopy Growth, ha partecipato alla gara dello SCFM.

Il Canada sta conquistando il mondo. I produttori canadesi, fanno tesoro di un vantaggio competitivo dato loro da una classe politica lungimirante, che ha visto nella cannabis una possibilità di crescita economica, scientifica e culturale. A mio avviso, non dobbiamo temere questi pionieri, ma anzi dobbiamo accoglierli con creativo entusiasmo, perché la loro presenza aprirà anche in Italia nuovi scenari, e starà alla nota creatività italiana, la capacità di sviluppare nuove opportunità.

Un recente studio, fatto dal gruppo Prohibition Partners, dal titolo “European Cannabis Report”, afferma che il mercato italiano è, insieme a quello tedesco, tra i più interessanti al mondo. Lo stesso studio individua il mercato europeo come il più florido al mondo, nei prossimi anni. C’è da sperare che le elezioni politiche in corso, portino al governo della nostra nazione, persone in grado di capire cosa sta accadendo nel resto del mondo. Politici che abbiano occhi per vedere ciò che si muove così rapidamente.

Politici che sappiano cogliere queste novità come vere opportunità di crescita economica, sociale, tecnologica e culturale. L’attuale legislazione italiana, seppur con gravi pecche, ci pone in una condizione di privilegio rispetto a tutti i partner europei, speriamo che la nuova classe dirigente politica italiana ne prenda consapevolezza.





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