Chi non ricorda il bus in cui l’avventuriero Christopher McCandless trovò rifugio e poi la morte nel 1992?

Era fermo dal 1961 nell’entroterra dell’Alaska, in un’area selvaggia e isolata, segnata da condizioni meteo imprevedibili con rischi di esondazioni frequenti e dopo che il libro “Into the Wild” e soprattutto l’omonimo film del 2007 diretto da Sean Penn lo avevano reso famoso, era diventato una meta per i viaggiatori. Le autorità contano diverse operazioni di soccorso per portarne alcuni in salvo e diverse sono state anche le persone che lì hanno perso la vita.

Per questo motivo, i funzionari del distretto di Denali, a circa 25 miglia dall’autobus, hanno votato all’unanimità per sbarazzarsene.

Incoraggiamo le persone a godersi in sicurezza le aree selvagge dell’Alaska e comprendiamo la presa che questo autobus ha avuto sull’immaginazione popolare, tuttavia si tratta di un veicolo abbandonato e in via di deterioramento che ha richiesto operazioni di salvataggio pericolose e costose”, ha dichiarato il commissario per le risorse naturali dell’Alaska, Corri Feige.

Così, in una giornata di giugno, è volato via, rimosso da un elicottero. Buon viaggio, Magic Bus.





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