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Quando l’anno scorso partecipammo alla prima edizione di Indica Sativa Trade, ricordo una grande motivazione e un gran fermento che legavano e coinvolgevano tutto il fronte antiproibizionista, per trovare i modi per cancellare l’odiata Fini-Giovanardi che, da sette lunghissimi anni, devastava e continuava a devastare sistematicamente, la vita di decine di migliaia di persone.

Un anno è passato e ci piace sintetizzare quello che è successo prendendo come immagine l’aggiornamento dei banner e del logo che comparivano nella home page dei nostri siti legalizziamolacanapa.org e ascia-web.org ed in particolare ci riferiamo alla scomparsa del logo in cui si affermava che: «Questo sito sostiene la battaglia contro la Fini-Giovanardi» e del banner che invitava a firmare per le dimissioni di Giovanni Serpelloni da capo del DPA: li abbiamo cancellati con grande soddisfazione il primo a febbraio ed il secondo ad aprile.

Ed inoltre è solo di poche settimane fa la notizia del pronunciamento della Cassazione sul ricalcolo delle pene inflitte dalla Fini-Giovanardi, quindi passi avanti, nonostante tutto, ne sono stati fatti: l’odiata legge non esiste più, Giovanni Serpelloni (a meno di colpi di coda dell’ultimo momento) dovrebbe essere scomparso da un ruolo che ha provocato solo allarmismo e repressione ingiustificati e molti di coloro che sono stati condannati ingiustamente per presunto spaccio possono trovare un barlume di giustizia e rivalsa; ma all’orizzonte si profilano nuovi obiettivi da raggiungere nel più breve tempo possibile, approfittando dell’attenzione parlamentare sulla questione “stupefacenti” che è stata innescata dalle varie proposte di legge prima e dopo il decreto Lorenzin.

L’obiettivo più importante da raggiungere, come insistiamo da sempre, è sicuramente la regolamentazione della coltivazione domestica e l’unica possibilità che al momento potrebbe prevedere questa felice soluzione legislativa risiede nelle proposte di legge depositate nei due rami del parlamento. Una soluzione che cerchiamo di ottenere attraverso l’interazione con i parlamentari che hanno fino ad ora dato credito alle nostre richieste e ci hanno permesso di dire la nostra, come consumatori coscienti e responsabili, in sede di audizione in Commissione Giustizia della Camera, dove appunto venivano discusse anche le problematiche inerenti ai diritti dei consumatori e dei cittadini tutti, più volte calpestati in nome di fantomatici pericoli per l’ordine e la salute pubblica.

Un altro tema da porre sul tavolo del dibattito in tempi brevissimi è quello relativo ai “test retroattivi” alla guida e sul posto di lavoro, una prevenzione per la sicurezza più che legittima, ma altrettanto inutile per quanto concerne la cannabis a causa della differenza di tempo che intercorre tra l’assunzione e lo smaltimento delle tossine dall’organismo, un’evidenza scientifica tanto palese quanto volutamente ignorata dagli organismi di controllo.

Abbiamo quindi partecipato alla seconda edizione di Indica Sativa Trade, consapevoli che molto ancora c’è da fare e che la Fiera in quanto tale sarebbe stata terreno fertile per creare opportunità di incontro per nuove collaborazioni, per elaborare strategie condivise con altre associazioni e per un confronto diretto con i parlamentari e gli avvocati sulle questioni che ci vedranno impegnati ancora per molto tempo. In virtù di tutto ciò, a breve saremo in grado di informare i nostri soci e simpatizzanti sulle nuove strategie di lotta che metteremo in campo dal prossimo autunno.

Adelante… insieme!

Giancarlo Cecconi
Cofondatore di ASCIA

 





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