Col 2019 alle spalle, è possibile farne il bilancio. Come è stato dunque? Un anno di luci e ombre. Luci perché il numero di pazienti che usano la cannabis terapeutica è aumentato in modo sensibile e importante, così come sono aumentate la ricerca e le persone che vi si dedicano; le ombre derivano dalla politica, che è ancora sorda e disattenta, confondendo la cannabis terapeutica con quella ludica e le altre droghe. Confido nel fatto che queste luci arriveranno ad illuminare anche il cammino della politica che presto saprà dare una risposta positiva.

Noi utilizziamo la cannabis perché un processo infiammatorio che non ha trovato una soluzione e prosegue nel tempo, porta a una serie di patologie come quelle neurodegenerative o il tumore o alle malattie autoimmunitarie o il dolore cronico o altre ancora, alla base di cui molto probabilmente c’è un fattore che riguarda la resistenza insulinica. Alla base di queste patologie croniche c’è il fatto che abbiamo uno stile di vita e abitudini alimentari che non sono corrette e quindi il nostro organismo risponde con una resistenza insulinica, che aumenta quando mangiamo troppi carboidrati.

Sicuramente utilizzare la cannabis ha una sua logica, perché là dove c’è un processo infiammatorio, è c’è un fuoco accesso, la cannabis è acqua che va a spegnerlo. Ma se buttiamo acqua sul fuoco senza intervenire sulle cause che determinano l’infiammazione, l’acqua non sarà mai sufficiente. Ecco perché bisogna intervenire sullo stile di vita del paziente. Con la cannabis quindi ciò che facciamo è buttare acqua sul fuoco per poi accompagnare il paziente in un percorso personalizzato che vada a cambiare il suo stile di vita. Consideriamo che, per sviluppare una malattia, ci vogliono anni.

Quando noi entriamo in contatto con il paziente, lo vediamo nell’ultimo periodo dopo che per anni ha perpetrato abitudini che lo hanno allontanato così tanto dallo stile di vita fisiologico delle nostre cellule da sviluppare una risposta patologica. Noi dobbiamo far cambiare rotta a questa persona, accompagnarla verso uno stile di vita sano, ma sappiamo che se ci sono voluti anni per raggiungere la condizione in cui si trova, non possiamo tornare indietro in 2 settimane, ma avremo bisogno di tempo; la cannabis ci aiuterà molto a superare i momenti difficili, a superare il dolore, la confusione mentale e tante altre cose, ma dobbiamo sapere che poi dobbiamo riprenderci la vita in mano, perché è questo che va fatto.





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