2016-12-20-09-54-57-amFino a pochi anni fa Idrogrow era semi sconosciuta, ora è uno dei più grossi distributori italiani ed è in continua crescita. Hai destato molto stupore soprattutto in chi non avrebbe scommesso sul tuo successo… Ci racconti come hai iniziato?
Avevo 20 anni, ero giovane, intraprendente, avevo voglia di emergere, non mi facevo grossi scrupoli e amavo coltivare… ma questa pratica era del tutto illegale, quindi quando ho notato che tutti cominciavano a farsi
l’erba da soli ho pensato che fosse il momento di passare dall’altra parte della barricata: vendergli il materiale per coltivare. Molti dei miei amici coltivavano e le cose che gli servivano maggiormente erano trasformatori meccanici e riflettori e dato che uno dei miei amici più stretti faceva l’elettricista ho cominciato a produrli: mi serviva solo un posto dove assemblarli e ho cominciato a farlo nel garage dei miei genitori.

Quindi la storia di Idrogrow comincia in un garage. Poi che hai fatto?
Ho aperto un piccolo negozio, ma era più il tempo che passavo a guardare film che a lavorare quindi mi sono trovato davanti a un bivio: o chiudere o iniziare a fare sul serio per capire se la cosa si potesse fare interessante. Così ho scelto di iniziare a fare sul serio.

E così nasce Idrogrow…
Ho fondato Idrogrow nel 2011 con un piccolo prestito della banca e l’idea di distribuire un solo brand in Italia e in Europa. All’epoca l’azienda era piccola e non potevo immaginare in cosa ci saremmo trasformati in così poco tempo, grazie anche alla crescita esponenziale del settore e alla ventata di rinnovamento sul tema cannabis che ha attraversato tutto il mondo occidentale negli ultimi anni a partire dagli USA. L’inizio è stato duro, ma per certi versi esaltante: eravamo in un piccolo capannone di 200 m² e non avevamo niente: il muletto era in prestito dal vicino così come la linea ADSL a cui ci attaccavamo in maniera semi-abusiva. Ottenere le distribuzioni dirette era difficile perché in pochi credevano in noi, ma sapevamo di avere tutte le carte in regola per farcela anche perché il settore in Italia era sprovvisto di una figura di riferimento seria nell’ambito della distribuzione. Ce l’abbiamo fatta perché non abbiamo mai smesso di crederci, anche se tutti intorno ci definivano folli o sparivano alla prima difficoltà, anche se a volte ci vergognavamo a parlare del nostro lavoro.

Sei consapevole di avere creato qualcosa di davvero importante? Quali credi siano i tuoi punti di forza?
Sono un tipo che non si accontenta facilmente quindi sono soddisfatto dei risultati ottenuti, ma c’è ancora tantissimo da fare. Ho uno staff molto valido e unito, che come me non si accontenta e vuole solo il meglio. Lavoriamo seriamente con la voglia costante di crescere e migliorare con l’ambizione di creare qualcosa di importante a livello europeo e mondiale.

Dal tuo punto di vista, come si è evoluta la percezione della cannabis in questi anni?
Dalla prospettiva di chi fuma è cambiato ben poco, ma è cambiato molto l’atteggiamento di chi non fuma. Oggi la cannabis non è più un tabù né una nicchia, ma è vista come una pianta degna del massimo di rispetto oltre che l’instancabile motore di un settore che porta crescita e benessere e catalizzatore di un’intera cultura alternativa. In effetti tanti hanno fiutato l’affare e si stanno buttando in questo settore, ma quando abbiamo iniziato noi ci volevano le palle a dire “vendo roba per coltivare la marijuana”.

Alla luce di questo, quali sono i progetti per il futuro?
In primis mantenere quello che abbiamo costruito fino ad ora ed espanderci per andare incontro alle esigenze sempre nuove del mercato: non solo grow, seed e articoli da fumatori ma tutti i tipi di prodotti di cui un growshop ha bisogno anche alla luce delle tante novità che stanno emergendo. Questo naturalmente per agevolare i negozianti che potranno trovare tutto, ma proprio tutto da noi, evitando di buttare soldi in costi di spedizione. Insomma, vogliamo diventare un riferimento per i growshop, ma anche per tutti coloro che si muovono nell’ambito delle culture e degli stili di vita alternativi legati alla cannabis e non solo. Abbiamo molti progetti a cui stiamo lavorando e su cui per ora manteniamo il riserbo, ma siamo certi che non smetteremo di stupirvi.

C’è qualcosa che ci vuoi dire per concludere?
Quello che ho imparato e che ogni giorno mi impegno a trasmettere a chi lavora con me e a tutti i ragazzi e le ragazze che si stanno avvicinando a questo mondo è che se nella vita hai un sogno e credi fortemente in questo sogno dentro di te trovi la forza di reagire a qualsiasi difficoltà per dimostrare quanto vali. E noi non smettiamo mai di crederci…

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a cura di QueenWeed





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