Secondo le ultime stime disponibili, il turismo è responsabile di circa l’8% delle emissioni mondiali di carbonio, una quota rilevante in cui sono compresi trasporti, cibo e consumi. Anche quelli necessari per produrre i souvenir inutili che ci ritroviamo alla fine di ogni viaggio. Ciò non significa che dovremmo rinunciare a viaggiare del tutto; esistono molti modi per ridurre le emissioni legate al turismo e indirizzare il settore verso un futuro più sostenibile.

Mete vicine, in treno
Il vero turismo sostenibile è fatto di prossimità. Per le mete più impegnative la scelta dei trasporti va opportunamente valutata, limitando l’aereo – in tal caso senza scali, in economy e con pochi bagagli – solo alle destinazioni non raggiungibili diversamente. Come regola generale, bus e treni tendono ad essere le opzioni più rispettose del clima. E l’automobile? Dipende dal numero di passeggeri. Se si viaggia da soli, guidare un’auto potrebbe addirittura avere un’impronta di carbonio maggiore rispetto a un volo, ma se si viaggia in compagnia, con la famiglia o in 4 persone, la macchina è probabilmente la scelta migliore. Meglio ancora se su un’auto a basso consumo, ovviamente, piuttosto che con un SUV, per intenderci. Per i viaggi più lunghi, tra i mille e i duemila km, quelli per raggiungere la classica meta di una capitale europea o il nostro sud Italia, il viaggio meno impattante è invece quello in treno.

Attenzione ai consumi, no agli sprechi
Il concetto è semplice: più energia usiamo, più emissioni di CO2 generiamo. Sia a casa che fuori, dovremmo fare il possibile per ridurre al minimo i consumi. Ciò significa spegnere qualunque dispositivo elettronico non necessario quando non in uso. Limitarsi poi con l’aria condizionata: lasciarla accesa mentre si è fuori non è una scelta responsabile. Mentre la nostra stanza si raffredda, le emissioni che ne derivano riscaldano il pianeta. Per rendere le cose più semplici, basterebbe cominciare a selezionare, tra l’offerta di alberghi e alloggi, quelli a basso consumo energetico, così che i consumi siano tenuti sotto controllo a monte. Sempre più strutture turistiche vantano pannelli solari, produzione di energia rinnovabile, una buona classe di isolamento termico e raccolta differenziata dei rifiuti.

Cibo locale
Dai frutti di mare alle spezie, dalla pasta alle verdure, ogni destinazione offre prelibatezze uniche. Quando si è lontani da casa bisogna approfittare dell’opportunità di provare i piatti locali. Scoprire la cucina tradizionale, fare acquisti nei mercati locali e cenare in locali che acquistano i loro prodotti da agricoltori e pescatori di zona, non è solo l’occasione di sperimentare nuovi sapori e culture culinarie sostenendo la comunità locale, ma anche di ridurre le emissioni legate ai cibi d’importazione che devono essere trasportati da lontano e richiedono più imballaggi e refrigerazione per la conservazione lungo il percorso. Da evitare assolutamente i buffet all-you-can-eat che sono uno dei principali responsabili dello spreco alimentare. L’abbondanza di scelte (senza costi aggiuntivi!) rende fin troppo facile riempire il piatto con più cibo di quello che può essere consumato. Per non parlare di tutto il cibo che deve essere buttato via dopo che è rimasto inutilizzato nei vassoi.

Rallentare
Il viaggio dovrebbe essere uno spazio lontano dal caos e dalla frenesia, eppure spesso pianifichiamo vacanze che sono ancora più frenetiche della nostra vita quotidiana. Rallentare significa trascorrere più tempo in una destinazione piuttosto che cercare di accumulare mete una dietra l’altra. Significa, se possibile, fare una vacanza più lunga invece di più viaggi brevi in un anno. Ciò consente di vivere più pienamente il posto prescelto e costruire connessioni profonde con il territorio e con gli abitanti che lo vivono. Rallentare riduce anche la quantità di emissioni che si generano viaggiando in varie destinazioni. Inoltre il ritorno a casa riposati è assicurati.

a cura di Mena Toscano





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