È l’ennesimo risvolto dal punto di vista sociale portato dalle legalizzazioni americane: in Ohio, grazie ad un nuovo programma governativo, i detenuti per reati connessi alla cannabis potranno imparare a coltivarla in carcere per scopi commerciali in modo da trovare più facilmente un lavoro una volta terminata la pena per avere in questo modo un possibilità in più di reinserirsi nella società.

Riviera Creek, azienda dedita alla produzione di cannabis medica nello stato, ha unito gli sforzi con la United Returning Citizens, associazione che si occupa del reinserimento di ex criminali e che fa parte della non-profit Oak hill Collaborative di Youngstown proprio per questo scopo.

“Stiamo costruendo una scuola idroponica di cannabis e canapa”, ha detto Dionne Dowdy alla testata locale WKBN, che gestisce United Returning Citizens. “Così passiamo attraverso la scuola e diamo loro le basi per lo sviluppo del business. Poi, il passo successivo, grazie ad una partnership con Riviera, prevederà uno stage in azienda”.

“Pensiamo che sia un programma meraviglioso”, ha aggiunto Brian Kessler, presidente del consiglio di Riviera Creek.

Tutti i dipendenti di Riviera Creek devono essere controllati e approvati dall’Ohio Bureau of Criminal Investigation e dal Federal Bureau of Investigation e secondo i creatori di questo programma la speranza è di cancellare alla fine lo stigma negativo che circonda la marijuana.

“Abbiamo visto i benefici per i pazienti. Abbiamo visto che non ha causato alcuni dei problemi che la gente poteva pensare che ci sarebbero stati. Non è successo nulla di tutto ciò”, ha detto l’amministratore delegato di Riviera Creek Daniel Kessler.

United Returning Citizens sta portando avanti il programma con una sovvenzione di 200mila dollari provenienti dal Fondo di giustizia sociale di Hawthorne. Dieci ex detenuti passeranno attraverso il programma della durata di 18 mesi. Due hanno già iniziato il programma in carcere.





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