GENEVA

Sono sempre di più i malati di HIV che ricevono adeguate terapie, soprattutto nei paesi poveri e in via di sviluppo e soprattutto bambini. Sono state pubblicate le stime dell’Organizzazione Mondiale della Sanità a riguardo: alla fine del 2010, circa 6,6 milioni di persone hanno ricevuto i farmaci antiretrovirali necessari per un trattamento opportuno della malattia. Tra questi individui, circa 420-460 mila sono bambini. Il dato del 2010 segna un importante incremento del 27% rispetto a quello dell’anno precedente, in cui la stima delle persone che accedevano al trattamento era di circa 5 milioni di individui.

Notevolmente soddisfatta del risultato è Margaret Chan, direttore generale dell’OMS, che ha affermato “Queste impressionanti stime sono da considerarsi un’importante tappa nella lotta all’HIV che la sanità pubblica ha iniziato 30 anni fa”. Ma nonostante questi progressi, i vertici dell’OMS sono ben consapevoli che la strada da percorrere è lunga: altre nove milioni di persone avrebbero potuto accedere alle cure. “Dobbiamo fare ancora molto per raggiungere l’obiettivo dell’accesso universale ai trattamenti”, ha proseguito la Chan a questo proposito, “abbiamo bisogno di ulteriori innovazioni in materia di HIV, inclusa una prevenzione più semplice ed accessibile per tutti”.

Proprio per discutere di questi argomenti è in programma per i prossimi giorni un’assemblea generale delle Nazioni Unite. Sarà New York ad ospitare l’evento nel quale, dall’8 al 10 giugno, si deciderà una strategia comune e globale, per il periodo 2011-2015, contro l’HIV, una malattia che, dai dati dell’OMS 2009, conta 33 milioni di persone sieropositive in tutto il mondo, uomini, donne e bambini che non possono essere dimenticati.

Nel nostro Paese, secondo i dati dell’Istituto superiore di sanità pubblicati sul Notiziario di dicembre 2010, le persone sieropositive sono circa 150 mila. Una dei punti di partenza di questa strategia condivisa sarà il rafforzamento dei sistemi sanitari e la segnalazione di quelle diseguaglianze e violazioni dei diritti umani che stanno impedendo l’accesso ai bisognosi, nonché ai programmi di prevenzione e cura.

 





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