Herbie Hancock

Identikit
Nome e cognome: Herbert Jeffrey “Herbie” Hancock
Nazionalità: Americana
Gruppi: Miles Davis Quintet, Headhunters
Singolo di maggior successo: Watermelon Man

Herbie Hancock è un pianista, tastierista e compositore jazz, funk e fusion. Considerato fra i fondatori di quest’ultimo genere, nasce a Chicago nel 1940. Cominciò a studiare musica all’età di sette anni. L’etichetta di “bambino prodigio” gli viene affibbiata dopo essersi esibito, all’età di undici anni, nell’esecuzione del concerto per Pianoforte N°26 in Re Maggiore K.537 (Coronazione) di Mozart con la Chicago Symphony Orchestra. Herbie verrà introdotto al jazz grazie a Chris Anderson, pianista rispettato dai suoi contemporanei e compagno di suonate di Charlie Parker. Herbie stesso racconta: «Dopo averlo sentito suonare una volta sola, lo pregai di lasciarmi studiare con lui» e così fu. Lasciò il Grinnell College e si buttò nel Jazz.

I risultati furono immediati ed a soli 22 anni registra il suo primo disco da solista: Takin’ off, un disco jazz tendente all’hard-bop, comprendente tracce iconiche come “Watermelon Man”. L’ascolto di questo disco colpisce uno dei più grandi trombettisti Jazz di sempre, Miles Davis, il quale non tarda a contattare Herbie per incorporarlo nel quintetto che stava formando. Questo evento diede molta visibilità al pianista che nel quintetto (uno dei più finemente assemblati nella storia del jazz), plasmò la sua attitudine ad uno stile più orchestrale di accompagnamento. Rivoluzionò il modo di usare determinati accordi e ne rese di uso comune altri, mai usati nel jazz prima di allora.

I due album successivi, che consistono in registrazioni di jam sessions, sono Empyrean Isles e Mayden Voyage e furono fra i dischi jazz più influenti di tutti gli anni ‘60, con la leggendaria sonorità funk di Cantaloupe Island. Venticinque anni dopo la band Jazz-Rap US3 ne inciderà una cover intitolata Cantaloop. Fra le tante colonne sonore cinematografiche che scrisse nella sua vita, Herbie fu anche l’autore delle musiche del film Blow Up di Michelangelo Antonioni.

Alla fine degli anni ‘60 Herbie viene scaricato dalla band di Davis con un banale pretesto, ma nell’estate del ‘68 formerà il suo personale sestetto. Assieme alla profonda influenza che su di lui ebbe l’album Bitches Brew (1970) di Davis, la tendenza sperimentale di Herbie lo portò all’uso sempre più frequente di strumenti elettronici assieme a strumenti acustici. Con il suo nuovo sestetto completo di synth, incide nel 1972 l’album Crossings. È qui che emerge il sound fusion che lo renderà famoso e di cui fu pioniere. In questo disco l’uso esteso di strumenti elettronici e una reinterpretazione del sintetizzatore, che diventa strumento di improvvisazione, danno al suo jazz una nota psichedelica e di rock progressivo, senza tralasciare sovratoni ballabili e funk. In seguito, il gusto di Hancock per il funk vince sulle sue altre pulsioni musicali e con Headhunters (omonimo della band con cui lo incise) si sbizzarrisce in un funk psichedelico ispirato a Sly Stone. L’album maledettamente ballabile e pieno di elettronica fu il disco Jazz più venduto di allora.

Negli anni ‘80, Hancock fece conoscere l’hip-hop al jazz, e viceversa, attraverso Rock It, traccia presente nell’album elettronico Future Shock, inciso insieme a Bill Laswell. Questo pezzo divenne l’inno dei breakdancers e della cultura hip-hop anni ottanta. Gli anni novanta vedono un Herbie Hancock ormai molto famoso. Ciononostante la sua produzione continua, e nell’album del ‘95 The New Standard, lo troviamo in un super gruppo comprendente John Scofield, nel quale suona cover di successi pop e rock di Nirvana, Stevie Wonder, The Beatles e Peter Gabriel.

Nel 2005 esce Possibilities, un disco di duetti con altri artisti famosi come Carlos Santana, Sting, Christina Aguilera ed Annie Lennox. Nel 2011, durante una cerimonia a Parigi, viene nominato UNESCO Goodwill Ambassador, una nomina riservata alle celebrità che si impegnano a diffondere gli ideali dell’UNESCO per la sua promozione del dialogo interculturale.

Dopo 50 anni di attività, 51 dischi incisi (fra live e studio album), e 14 premi Grammy, Herbie Hancock è oggi considerato uno dei pianisti Jazz più influenti nel genere, così come uno degli sperimentatori che insieme a gruppi come i Soft Machine hanno fatto nascere il Jazz-Fusion nella forma che conosciamo oggi. Ormai stabile in California e convertito al Buddismo, Herbie continua instancabile ad esibirsi ed a produrre musica di prima scelta, frutto di uno studio musicale cominciato cinquant’anni fa e non ancora concluso.





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