Cara Hilde,
cosa sono i filtrati o vetrosi e cosa vuol dire in slang “sbuffare” e “stickare”?

Negli ultimi anni le tecniche europee di lavorazione della resina hanno prevalso sulle storiche nordafricane, aumentando notevolmente la qualità dell’hashish. I vetrosi, glass hash, sono una parte di questa evoluzione: la resina di prima battitura, estratta da piante selezionate e seccate al buio e non sui tetti al sole come si è sempre fatto nel Rif, viene in seguito filtrata in reti con differenti micron. L’estrazione e la conservazione avvengono in una cella frigorifera. Prima di essere conservata, la resina viene pressata a freddo e nel tempo, con il calore dell’ambiente, la parte esterna si ossida, dando l’effetto vetro.

Essendo una resina di ottima qualità ancora non attivata, ovvero “viva”, reagisce rapidamente al caldo e al freddo. Sottoposta a un lieve calore come quello esercitato dalla pressione delle dita, manipolandola alcuni secondi, la resina viva “sticka”, dall’inglese sticky, ovvero si allunga come una gomma da masticare. Al freddo diventa molto dura e per questo molti fumatori poco attenti non si lasciano convincere subito dall’aspetto, quando invece dovrebbero perché hanno davanti un prodotto top shelf che non ha ancora sprigionato tutto il suo potenziale.

Per sfruttare al cento per cento questo potenziale, in termini di profumo e sapore, o si aspetta il naturale cambio nel tempo, che può avvenire in 10 giorni o in un mese – cosa che dipende dalla stabilità della resina – o lo si induce a cambiare stadio più velocemente facendolo “sbuffare”. Il termine onomatopeico indica la resina che, sottoposta a un leggero calore per alcune ore, sprigiona olio e di conseguenza odore e sapore. Al tatto non sarà più sticky, ma polverosa, più saporita e tenderà a rovinarsi prima. Per questo è sempre meglio far sbuffare solo una piccola parte e conservare il resto sottovuoto, in congelatore.

a cura di Hilde Cinnamon
Grower residente a Barcellona. Ha un cultivo, un’associazione cannabica e una selezione di genetiche più che rispettabile.
Instagram: @hilde.cinnamon





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