Il titolo provvisorio proposto per questo articolo, “Estratti, rosin e wax: quale sarà l’hashish del futuro?”, è stata la fonte di ispirazione. È il riflesso fedele del più grande ostacolo che l’industria della cannabis sta affrontando, un urgente bisogno di creare un linguaggio comune per definire e catalogare i molti derivati disponibili oggi.

Tutti i tipi di resina di cannabis vengono classificati come “concentrati”, dalle cime non pressate dei tricomi chiamate “sand” negli Stati Uniti, alle forme isolate pure al 99.9% di THCA (nella pianta di cannabis i cannabinoidi sono presenti in forma acida e vengono trasformati nella loro forma neutra, come il THC, grazie al processo di decarbossilazione che in genere avviene tramite il riscaldamento, ndr), CBD, ecc. conosciute come “cristalli”. Una volta separata la resina dal materiale vegetale mediante un setaccio o un processo di estrazione, la resina ottenuta è un concentrato.

La metodologia impiegata per raccogliere la resina può essere differenziata in tre categorie principali: sieved resin (resina setacciata), estrazione senza solvente e estrazione mediante solvente.

Sieved Resin (Resina setacciata): questa resina è costituita dalle cime staccate dei tricomi raccolte intere.

– Il dry sieving (hashish setacciato a secco) è il metodo più antico per raccogliere le ghiandole di resina da piante essiccate e conciate, tale metodo è probabilmente antico quanto l’agricoltura stessa, 15mila anni.

– Sieving (setaccio) con acqua e ghiaccio: l’utilizzo dell’acqua è l’unica evoluzione nel processo di setacciatura della cannabis dai suoi inizi fino a oggi, gli strumenti sono ampiamente migliorati ma la metodologia non è cambiata. Rimane un metodo semplice di sieveng che si avvale dell’uso dell’acqua per reidratare la materia vegetale in modo da evitare che i residui delle foglie contaminino il concentrato finale.

– Dry Sieve/Ice Water Sieve Live Resin: è inoltre necessaria una sotto-categoria per le resine secche e per quelle raccolte da materiale live o fresh frozen (fresco-congelato) con acqua e ghiaccio. Live resin ha un contenuto di terpeni molto più alto e un profilo terpenico così diverso quanto lo è la resina “charas” fatta a mano dell’India rispetto al fumo libanese o afghano.

– Dry Sieve/Ice Water Sieve Cured Resin: anche se la resina stagionata può aver perso una buona percentuale dei suoi terpeni durante la fase di essiccazione e di conciatura, il processo di polimerizzazione crea un profilo terpenico nuovo che sarà diverso rispetto a quello della pianta ancora fresca. Live resin e cured resin sono le due vette di diverse espressioni del potenziale psicoattivo e medicinale della pianta di cannabis; i terpeni sono essenziali nel determinare la qualità complessiva della resina ma la percentuale di terpeni non è l’unico fattore determinante. Gli attributi che la definiscono sono l’unicità e il fascino del profilo terpenico. Non esiste un nome universalmente riconosciuto per la resina risultante dal metodo dry sieve o dall’ice water, di fatto ci sono troppi nomi. In Europa e nei paesi produttori prende il nome di “polline”, il che è fuorviante visto che, dal punto di vista biologico, le teste dei tricomi non hanno nulla a che fare con il processo di impollinazione della pianta. Negli Stati Uniti le teste dei tricomi filtrate vengono chiamate in molti nomi – kief, ice wax, beach sand, full melt, bubble hash, water hash, granular hash e la lista prosegue. Gli aspetti diversi della resina filtrata influenzano il nome che prende il prodotto finale.

– Hashish: resina setacciata che viene pressata in una massa tramite una fonte di calore. L’hashish è semplicemente l’espressione unica e definitiva dell’insieme dei metaboliti secondari della pianta di cannabis. L’hashish è la sostanza delle leggende, l’origine dei numerosi miti di diverse culture nati da migliaia di anni di segretezza; le sue origini e gran parte della sua storia sono sconosciute. La parola hashish non dovrebbe essere utilizzata per nessun altro tipo di concentrato, non solo per rispetto della storia e delle tradizioni, ma per il semplice fatto che non esistono altre forme di concentrato come l’hashish.

– Estratto: resina pura estratta dalle teste dei tricomi della pianta di cannabis tramite l’uso di solventi o senza di essi. Un estratto di cannabis è come il succo estratto da un frutto, l’autentica espressione del frutto ma diversa rispetto al frutto nella sua integrità, capacità nutritive e caratteristiche benefiche. Il frutto è la matrice che crea il succo così come le teste dei tricomi della cannabis sono quelle che bio-sintetizzano i componenti psicoattivi e medicinali unici; rifiutare la matrice in questa ricerca della purezza è come estrarre succo d’uva per fare alcol anziché pressare e fermentare l’uva per ottenere del vino.

È questa la differenza fondamentale tra la resina setacciata e tutti i tipi di resina estratta. Quindi, mentre la produzione di hashish utilizza calore e pressione, la matrice cellulare delle teste della resina fa parte del prodotto finale, motivo per cui non può essere considerata un’estrazione allo stesso modo in cui il vino non è considerato un alcol estratto dall’uva.

È il caso che io faccia un po’ di storia per contestualizzare la rinascita negli U.S.A della resina setacciata. Gli americani fumano i fiori di cannabis dagli anni ‘60 e, sebbene l’hashish non fosse qualcosa di sconosciuto, era comunque poco comune, e divenne ancora più raro con la repressione del governo americano nei confronti del contrabbando internazionale a metà degli anni ‘70. Gli americani fumavano principalmente le infiorescenze di cannabis fino a che non c’è stata la vertiginosa crescita del mercato degli estratti con solvente, iniziata circa sette anni fa con in testa l’estrazione con butano. Da allora, gli estratti tramite solvente sono i prodotti di maggiore successo. Molti degli appassionati degli estratti con solvente non hanno mai avuto l’occasione di sperimentare la resina setacciata o l’hashish tradizionale e non sono interessati ad altri tipi di resina che non siano gli estratti puri. La resina ottenuta con il metodo acqua e ghiaccio è stata presentata e commercializzata come estrazione senza solvente, ma così simile per potenza, purezza e aspetto agli estratti con solvente da diventare competitiva.

Estratti senza solvente

Rosin: Resina ottenuta da materiale fresco o conciato mediante l’impiego di calore e pressione. Il Rosin è divenuto molto popolare negli Stati Uniti in questi ultimi tre anni, un metodo di elaborazione sicuro e apparentemente semplice per estrarre resina dalle teste dei tricomi setacciate o direttamente dalle infiorescenze. Il Rosin è stato il primo autentico estratto senza solvente e, sebbene pressare le teste dei tricomi o direttamente i fiori sembri un processo estrattivo poco sofisticato, il numero di prodotti ottenuti utilizzando la separazione meccanica è ampio, come dimostra l’elenco di estratti seguente.

Estratto senza solvente di THCA puro: separazione meccanica del rosin in THCA puro e isolato.

Non-Solvent Sauce: separazione meccanica del rosin in terpeni e cannabinoidi che favorisce la formazione naturale e la crescita di cannabinoidi nella loro forma cristallina.

Estratto con anidride carbonica (CO2): l’anidride carbonica non è considerata un solvente ma a determinate temperature e pressioni agisce come tale, dissolvendo il materiale apolare. Questo processo è conosciuto come Estrazione di Fluido Supercritico (SFC) ed è ampiamente usato nell’industria alimentare e in quelle del farmaco e della cosmetica.

Le estrazioni con la CO2 sono usate prevalentemente per i vaporizzatori, le pomate, i prodotti commestibili (generi alimentari infusi in cannabis) e le bevande. L’olio di etanolo può essere ulteriormente lavorato e reso più puro sotto forma di Shatter, cristalli di THCA e Sauce, ma è costoso, piuttosto laborioso e difficile da bilanciare/scalare.

Estratto mediante solvente: Butano aka BHO (Butane Hash Oil), PHO (Propane Hash Oil).

Questi gas naturali sono i solventi più utilizzati nell’estrazione della resina di cannabis. Le differenti consistenze della resina ottenuta danno il nome alle molteplici forme di estratti disponibili negli Stati Uniti: Wax, Shatter, Honeycomb, Honey oil, Nectar, Sauce (estrazione a spettro completo ad alto valore terpenico), Crumble, Live Resin.

Distillati e isolati

Un distillato è la forma liquida di un singolo cannabinoide.

Un isolato è la forma cristallina di un singolo cannabinoide.

Etanolo (alcol etilico), alcol isopropilico aka RSO (Rick Simpson Oil): l’etanolo non cattura soltanto i cannabinoidi e i terpeni ma anche i componenti idrosolubili. L’olio di cannabis estratto con etanolo contiene un’ampia gamma di componenti della pianta dall’alto potenziale terapeutico.

L’olio ottenuto mediante etanolo richiede un’ulteriore lavorazione per creare estratti come Shatter, Budder, ecc. L’alcol isopropilico contiene più sostanze tossiche rispetto all’etanolo puro ed è considerato al confronto una scadente seconda scelta.

L’hashish è come il vino, un prodotto per intenditori, non qualcosa destinato a sparire. Il butano, il propano e altri solventi come l’esano, creano una gamma di prodotti che saranno sempre ricercati dalla gente interessata alle ultime novità. Le vape pen diventeranno sicuramente il modo più popolare di fumare mentre i distillati e gli isolati sono il futuro della medicina occidentale.





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