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Dry Sift e ossidazione: come preservare aroma e sapori dell’hashish

Hashish dry sift

Chiunque consumi hashish sa che quello di buona qualità si degrada nel tempo, soprattutto quando gli estratti si trovano al di sopra di una temperatura dell’ambiente confortevole spesso diventano molto più difficili da lavorare.

Oltre a costituire un impedimento nel corretto utilizzo, questi prodotti rischiano di rilasciare preziosi terpeni quando si scaldano. Ciò può far sì che i sapori si dissolvano lentamente e rendano l’hashish meno efficace. In questo nuovo numero della nostra consueta rubrica vi parleremo della conservazione del Dry Sift, un tipo di hashish ottenuto grazie alla filtratura del kief con micron variabili. 

Cosa sono i micron

Il micron non è altro che un’unità di misura, raffigurata col simbolo µ, che corrisponde a un milionesimo di metro. Le ghiandole dei tricomi si misurano proprio in micron e la grandezza dipende molto dalla maturità della pianta, dalla varietà e dalle condizioni ambientali in cui cresce. Ad esempio, molte varietà autoctone del nord Africa possono avere ghiandole inferiori a 80 micron, a differenze di molte delle varietà sativa che hanno piccole ma numerose ghiandole, o le varietà di “hashplant” che contano spesso ghiandole di 120 micron o più grandi. La maggior parte della sinsemilla è nella fascia media, all’incirca tra gli 80 e i 110 micron. Per darvi un’idea di queste dimensioni, un capello umano è di circa 70 micron o poco più; la sabbia della spiaggia è grande all’incirca 100 micron e la cruna di un ago supera addirittura i 1200 micron.

Save the terps

I terpeni sono i principali elementi costitutivi organici degli oli essenziali. Questi oli producono i tipici odori che associamo alle piante, in particolare ai fiori e alla frutta. Insieme, le varietà di cannabis offrono una rappresentazione diversificata dello spettro terpenico naturale, a seconda della genetica e dell’espressione fenotipica di ogni singolo individuo, il tutto ovviamente vale anche per l’hashish ottenuto da un determinato strain piuttosto che da un altro. Stiamo imparando molto sui modi in cui i terpeni influenzano il mercato, e questo sta accadendo perché la cultura della cannabis è passata da un focus miope, concentrato esclusivamente sul THC, verso un apprezzamento sempre più ricercato di “profili aromatici” unici nel loro genere.

Il freddo aiuta

I terpeni sono estremamente volatili e possono evaporare rapidamente anche a temperatura ambiente, i coltivatori e gli hashmaker adottano molte misure precauzionali per garantire un contenuto elevato di terpeni e sapori robusti nel loro prodotto.
Il congelamento del materiale fresco consente di preservare il suo profilo terpenico, riducendo nettamente la volatilità dei terpeni. Molti produttori di hashish insistono nel mantenere i laboratori freddi per aiutare a gestire la perdita di terpeni, e i rivenditori arrivano al punto di conservare l’hashish in frigoriferi o congelatori.

N.B. Non aprite mai un barattolo congelato o comunque freddo contenente hashish. Lasciate sempre che l’hashish torni a temperatura ambiente prima dell’apertura per evitare la formazione di condensa che può danneggiare irrimediabilmente il contenuto. 

Le ghiandole dei tricomi si misurano proprio in micron e la grandezza dipende molto dalla maturità della pianta, dalla varietà e dalle condizioni ambientali in cui cresceUmidità relativa

L’umidità relativa, UR o RH, può influenzare tutto dalla consistenza dell’hashish alla sua efficacia. Mantenere l’UR perfetta è un delicato atto d’amore verso se stessi, poiché tutti i consumatori consapevoli vogliono mantenere al meglio i propri prodotti. Col tempo, se i livelli di umidità sono troppo bassi si degraderanno i tricomi della cannabis che ospitano quei preziosi terpeni di cui parlavamo prima. Mentre un ambiente eccessivamente secco degrada i principi attivi, e un ambiente eccessivamente umido può facilitare lo sviluppo di muffe e batteri, ad esempio, specialmente quando l’UR è troppo alta (generalmente superiore al 65%).
Di norma ai consumatori si consiglia di rimanere entro un intervallo compreso tra il 59% e il 63% di umidità relativa (RH) con temperature in media di 13/18° C per evitare che l’hashish perda potenza e preziosi cannabinoidi. Tutto dipende dalle proprie preferenze personali.

Metodi di conservazione

Indubbiamente vi sono molti metodi di conservazione gran parte ottimali, altri meno ma in ogni caso dipende tutto dal tipo di prodotto che si vuol conservare e per quanto tempo; ricordate sempre che l’hashish si ossida e si scurisce a causa dell’esposizione alla luce, all’ossigeno e al calore. Di seguito vediamo alcune metodologie di conservazione congeniali per gran parte dei grower.

Vetro

Rispetto al silicone il vetro è un’opzione più sicura. Ma ciò non significa che puoi conservare i tuoi Dry sift in un barattolo per confetture, poiché il contenitore dovrà soddisfare determinate condizioni per essere idoneo. Innanzitutto non deve contenere l’aria in eccesso, il che significa che dovrà essere proporzionale alle dimensioni del Dry, oltre a essere ermetico. Se il contenitore è troppo grande, dovresti almeno assicurarti che si chiuda bene. Supponendo che il vetro sia trasparente (e anche se non lo è), dovresti tenerlo lontano dalla luce del sole e da qualsiasi fonte di calore. Come ulteriore precauzione, puoi anche avvolgere il Dry sulla carta forno o semplicemente appoggiarlo su di essa in modo che non sia a contatto diretto con il contenitore.

Silicone

A causa del loro basso costo e dei design interessanti, i contenitori in silicone sono un’opzione molto comune per la conservazione dei concentrati. Tuttavia questo materiale presenta un problema che è diventato più evidente negli ultimi anni; cioè l’interazione tra il silicone e i terpeni presenti nell’hashish. I terpeni sono solventi naturali, ciò significa che un contenitore con silicone di bassa qualità potrebbe essere intaccato dai terpeni che ne scioglierebbero la patina superficiale, contaminando di fatto il prodotto. 

Stoccaggio a medio termine

Se vuoi mantenere i tuoi concentrati al sicuro più a lungo, il vetro è l’opzione ideale. Come abbiamo già detto, dovresti optare per un contenitore ermetico di dimensioni proporzionali, in cui puoi inserire anche un regolatore di umidità, il tutto conservato in un luogo fresco e asciutto. In questo modo, tenendo conto della temperatura dell’ambiente circostante ci vorranno all’incirca quattro settimane affinché il Dry Sift si ossidi in parte e muti gradualmente consistenza.

Stoccaggio a lungo termine

Per poter conservare il vostro hashish al meglio e per lunghi periodi è necessario munirsi di una macchina per il sottovuoto e di un frigo no frost da mantenere a una temperatura fissa di 4° C.
Bisogna poi avvolgere il contenuto all’interno di un foglio di carta da forno e procedere alla chiusura sottovuoto (la chiusura può anche essere doppia), infine va conservato all’interno di un contenitore ermetico e lasciato in frigo no frost.
Sia che conservi il concentrato per il breve, medio o lungo termine, assicurati di mettere la data sul contenitore in modo da non dimenticarlo.

Nonostante siano stati fatti passi da gigante nella cultura cannabica sotto questo punto di vista, sono molti i consumatori che pur potendo accedere a prodotti sempre più “puliti”, rispetto all’hashish da strada che siamo stati abituati a vedere, mostrano una evidente inconsapevolezza in merito alla corretta conservazione di questi prodotti. Comprendiamo quanto sia difficile parlare in questi termini di prodotti che per buona parte della società vengono visti come semplice droga, eppure è necessario, oggi più che mai, diffondere informazioni al riguardo, affinché possiamo trattare tali estrazioni allo stesso modo di un buon vino, ovvero in cantina ed in condizioni ottimali, senza il timore che il tutto venga sequestrato. 

Tricomi della pianta di cannabis al microscopio

 

TG DV


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