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Il museo della Canapa di Berlino – Hanf Museum – ha appena compiuto il suo 15° compleanno, il 6 dicembre dell’anno scorso. In quella data (S. Nikolaus, e non a caso) del 1994 il museo apriva i battenti, al numero 5 del Muehlendam, nel cuore del quartiere Nikolaj a Berlino-Mitte, a pochi passi dalla AlexanderPlatz. Questa struttura è unica nel suo genere in Germania, con una superficie di 250mq e insieme al Museo della Canapa e della Civiltà Contadina di Bologna (il più conosciuto all’estero – in realtà in Italia ci sono tantissimi piccoli musei della Canapa, come quello di Pisoniano), e ai due musei in Svizzera e Olanda (Sensi ad Amsterdam) costituiscono i quattro più grandi in Europa e, per quanto ne sappiamo, al mondo. Le esposizioni si susseguono con attrezzi per l’attività contadina, prodotti alimentari e medicinali, pannelli isolanti e fibre, vestiti e cordami, teche con libri e documenti, antichi oggetti per fumatori, tutto separato e organizzato per tipologia di utilizzo e destinazione d’uso. Si passa così da una stanza all’altra del Hanf Museum, attraverso la sezione tessile con richiami storici e al settore navale, con vele e corde e gli immancabili “nodi da marinaio” esposti in bacheca, fino agli infiniti utilizzi dei semi e dell’importantissima cellulosa per produrre la carta. C’è perfino una serra indoor, contenente le uniche piante di Cannabis legali in Germania in concessione ad un museo, visibili e controllabili nelle fasi di crescita anche dal web, tramite una webcam che rimanda le immagini al sito. Una sezione apposita è stata dedicata a diversi pittori, i cui ritratti che coprono tutte le pareti della stanza hanno tutti in comune l’immancabile pipa.

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Di recente esposizione tra questi quadri è la fotografia di un ritratto del 1848 di Philipp Veit, intitolato “Germania”, che venne in origine esposto nella Paulskirche di Francoforte durante la Costituente Nazionale. Il ramo di Canapa che sorregge insieme alla spada richiama il simbolo di pace: è l’olio il vero simbolo di pace, e dato che a queste latitudini non crescono né ulivi né facilmente altre piante olifere di valore, l’olio storicamente utilizzato per gli usi più diversi è quello di semi di Canapa. Questo quadro riveste un’importanza storica non indifferente e rimarca le radici di pressoché tutti gli Stati Europei, che dopo anni di proibizionismo, a poco a poco cominciano a smettere di combattere la Canapa e a rivederla come risorsa. L’organizzazione è molto orgogliosa di questo nuovo ingresso nella galleria, accompagnato a suo tempo alla festa per il 15° anniversario, e seguito dai colleghi di Hanf Journal e Canamo, e visionabile sempre sul sito del museo.

Le ultime stanze sono dedicate all’uso ludico: vi è un angolo arabo con tappeti e narghilè, fotografie, descrizioni dettagliate sulla produzione della “Charas”, una serie di strumenti per fumare, pipe storiche e ovunque articoli e angoli di informazione sulla Cannabis, e la testimonianza di un artista e attore tedesco – Wolfgang Nessus – che è uscito dalla dipendenza da alcool usando la Cannabis. Gli articoli e gli oggetti esposti sono spesso accompagnati da esaurienti descrizioni, cosa di cui durante la nostra visita non abbiamo avuto bisogno: siamo stati infatti seguiti da “Rollo”, uno dei promotori e gestori del museo, che ci ha sapientemente guidato e raccontato la storia del museo stesso e del suo contenuto.

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Finito il giro del museo, è possibile acquistare souvenirs: nel negozio annesso vi sono articoli in Canapa, tra cui i prodotti di Hanf & Natur, cosmetici e qualche articolo tessile. Per trovare un assortimento più ampio è consigliabile cercare nei vari grow e head shops, diffusi in città. Oltre al negozio, nel seminterrato si trova anche un locale, HanfCafe ClubChill, in cui si possono degustare bevande derivate dalla Canapa, dedicarsi alla lettura di libri sulla Canapa e riviste di settore, tra cui anche Dolce Vita. Inoltre è possibile visionare video e ascoltare musica a tema Canapa, navigare in internet, o semplicemente fare conversazione in un ambiente rilassato.

Il museo è molto attivo, ospita diversi eventi, visionabili dal sito o iscrivendosi alla mailing list, e prende parte di frequente alle notti bianche e soprattutto alle “notti dei musei”, cercando di estendere la visibilità e il raggio di informazione. L’ultima di queste notti è recente e risale alla fine di gennaio. L’ingresso costa soli 3€, è possibile organizzare visite guidate per gruppi, al momento solo in tedesco e inglese. Confidiamo anche in una guida in italiano, e facciamo i nostri complimenti al team del museo per l’ottima realizzazione del progetto, per l’esposizione veramente a 360° della Canapa e dei suoi utilizzi. Concludendo, se vi trovate a passare da Berlino, vale davvero la pena farvi una visita.

www.hanfmuseum.de – info@hanfmuseum.de

 





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