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In Guyana passa l’Industrial Hemp Act!

La Guyana ha ufficializzato la regolamentazione della canapa industriale per rilanciare la sua economia interna

piante di canapa riprese dal basso su sfondo cielo blu e assolato

Guyana, lo Stato dell’America meridionale in cui circa un terzo della popolazione vive con meno di un dollaro al giorno e con un tasso di emigrazione che è tra i più alti al mondo; lo stesso in cui solo nel 2020 si sono scoperti giacimenti di oro nero, ha definitivamente avviato il percorso di esplorazione e messa a frutto anche delle potenzialità dell’oro verde! Attenzione però: a differenza del primo tipo di oro, è estremamente improbabile che la canapa si riveli una sventura per il Paese (come spesso accade ai Paesi produttori di petrolio).

“C’è una grande opportunità che ci attende in termini di industria della canapa, per non parlare della spinta tecnologica, dai materiali di costruzione al mondo farmaceutico”, ha sottolineato il Presidente Mohamed Irfaan Ali durante una conferenza stampa che si è svolta prima della recente approvazione della legge.

IN COSA CONSISTE L’INDUSTRIAL HEMP ACT

Con l’approvazione dell’Industrial Hemp Act 2022, lo scorso 8 agosto, il Parlamento della Repubblica Cooperativa di Guyana, naturalmente con il favore del Presidente, ha ufficialmente dato il via alla regolamentazione del commercio della canapa industriale e istituito l’Autorità di regolamentazione della pianta, ovvero l’ente del Governo deputato al rilascio delle licenze per le industrie del settore e i prodotti derivati dalla canapa.

Ora in Guyana, non solo si potrà commercializzare la pianta – anche se solo quella con non più dello 0,3% – ma la canapa è stata anche rimossa dalla legge sulla droga e le sostanze psicotrope del Paese. Il Consiglio di amministrazione dell’Autorità è composto, tra gli altri, da ministri dei ministeri dell’agricoltura, della salute e degli affari interni. Il Consiglio sarà il braccio dell’Autorità che sovrintende a tutte le normative relative alle licenze, all’applicazione e alla canapa.

Il Consiglio di amministrazione dell’Autorità, tra cui figurano ministri dell’agricoltura, della salute, degli affari interni, avrà il potere di decidere il numero di licenze da rilasciare, collaborerà con organizzazioni nazionali, regionali e internazionali su questioni relative all’importazione e all’esportazione della canapa industriale, anche per scopi scientifici, e svilupperà gli standard dei codici di condotta per i licenziatari.

COME LA GUYANA CONTA DI RILANCIARE L’ECONOMIA

Secondo il Global Industrial Hemp Markets Report 2021-2028, pubblicato da GlobeNewswire nel novembre 2021, il mercato globale della canapa industriale dovrebbe raggiungere i 12,01 miliardi di dollari entro il 2028.

Sono questi numeri che hanno convinto la Guyana e molti altri Paesi del mondo ad affacciarsi sul mercato della canapa industriale e nel caso specifico del Paese Sudamericano, si stima che porti la regolamentazione del mercato della cannabis porterà enormi benefici dal punto di vista occupazionale.

Recenti studi mostrano infatti come piantare 100 mila ettari di canapa potrebbe creare fino a 40/50mila posti di lavoro e in un Paese con meno di 800.000 abitanti, questo potrebbe fare la differenza, incentivando lo sviluppo economico attraverso la produzione di corde, tessuti, vestiti, scarpe, cibo, carta, bioplastiche, biocarburanti e materiali per la costruzione e l’isolamento e tutto ciò che questa meravigliosa pianta è in grado di offrire.

A questi si aggiungono i benefici per il settore agricolo del Paese, attualmente in forte crisi, dopo aver subito un drastico calo di vendite delle sue colture chiave come il riso e la canna da zucchero.

TG DV


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