«Maestro, mio figlio ha riportato la pagella con un voto basso in matematica e alto in disegno. Vado a cercare un professore esperto in matematica che lo possa aiutare? Assolutamente no, vai a cercare il maestro di disegno più bravo che c’è.»

Ma quanto bello sarebbe? E soprattutto, quanto suonerebbe naturale?

Purtroppo invece è solo una conversazione immaginaria scritta dal grande Alejandro Jodorowskj. Un’ottima provocazione che funge da spunto di riflessione.

Insegniamo ai nostri figli la cooperazione, invece della competizione.

Valorizziamo le loro differenze, invece che omologarli.

Spieghiamogli come pensare e non cosa.

Diciamo loro che la lentezza, la fragilità e la semplicità, spesso sono valori da coltivare piuttosto che da nascondere.

Ma soprattutto percorriamo nuove strade con loro, nuovi metodi di apprendimento, sperimentiamo soluzioni alternative se vogliamo costruire un futuro diverso dal presente e dal passato.

Solo gli stolti fanno le stesse cose aspettandosi risultati diversi.

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