Alcune settimane fa a Seattle è stato aperto il primo Amazon Go, ovvero il negozio del gigante tech senza commessi, che grazie a un’app e a un sistema di sensori, permette ai clienti di acquistare i prodotti sugli scaffali in totale autonomia e uscire senza fare la fila alla cassa.

«Che figata!» è la reazione più comune sui social dopo aver visto il video di presentazione. E non c’è sito web o giornale che non abbia ripreso la notizia, lodando questo futuristico modello di negozio. Ora, come sempre più spesso accade, mi sento in leggera contro-tendenza con tutto questo entusiasmo e vorrei provare a spiegarne i motivi.

Secondo uno studio di Harvard che va avanti da quasi 78 anni, la cosa più importante in assoluto per un essere umano sono le buone relazioni: queste infatti ci manterrebbero in salute e felici. Aumenterebbero addirittura la nostra aspettativa di vita. Non soldi, fama, successo, viaggi o chissà che cosa bensì i buoni rapporti sociali. Prendiamo atto.

Contemporaneamente la disoccupazione è un problema sempre più diffuso nei paesi occidentali, specie nelle nuove generazioni. I governi di mezzo mondo (Italia in primis) non riescono a trovare soluzioni per arginare questo fenomeno che sembra essere inarrestabile. Ma solo io noto qualche relazione in tutto questo? Siamo sicuri che il progresso tecnologico rappresentato ad esempio da un Amazon Go, sia veramente così “figo”? Non è forse l’annullamento totale dei rapporti sociali? E non rappresenta forse l’ennesimo potenziale alleato del “nemico disoccupazione”? Non ho soluzioni in merito. Pongo solo delle domande, che mi piacerebbe ci ponessimo un po’ tutti visto che alla fine le tematiche qui affrontate ci riguardano tutti da vicino.

C’è chi il futuro lo vede in questi negozi senza commessi, nei droni-postini e negli OGM. Io lo vedo negli orti urbani, nei gruppi di acquisto solidale, nel km zero e nell’autoproduzione.





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