Fu lo stesso Ippocrate, considerato il padre della medicina moderna, a inserire nei suoi scritti del 400 a.C. alcuni dei concetti base della medicina olistica, tra cui l’importanza delle influenze ambientali, l’interdipendenza di anima e corpo o l’intrinseco potere guaritore della natura. Oggi, incredibilmente, se si parla di cure naturali o alternative, si viene quasi tacciati di stregoneria.

L’attuale cultura dominante, ovvero quella occidentale, sembra aver rimosso completamente gli insegnamenti e il sapere di millenni di storia e cultura. “Se non vedo non credo” è il mantra della nuova comunità scientifica e guai a chi prova a suggerire che forse, oltre a ciò che occhio vede e mano tocca, c’è dell’altro.

E così anche l’essere umano si riduce a una macchina senza misteri, un contenitore asettico fatto semplicemente di ossa, sangue e tessuti.

Nessuna traccia della sua anima o del suo spirito, l’unica cosa che conta è il suo corpo e quello si punta a guarire, ignorando tutto il resto.

A proposito di cose evidenti e sotto gli occhi di tutti, è chiaro come questo approccio sia totalmente fallimentare e non ci stia portando alcun beneficio reale.

Dovremmo esser abbastanza maturi per riprendere in seria considerazione le varie discipline olistiche e affiancarle ai più moderni studi scientifici. Anche perché è bene ricordare che le une non escludono gli altri.





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