Nelle scorse settimane è arrivata una bella notizia per l’artista 70enne, anche se qualche voce era già circolata nell’ambiente, nessuno si aspettava l’assegnazione di una delle cariche più importanti della Giamaica a Bunny Wailer. Infatti lo scorso 16 ottobre, durante la “Giornata degli Eroi” alla King’s House di St. Andrew gli è stato conferito “L’Ordine al Merito” per il contributo musicale e culturale dato all’isola caraibica.

L’artista in un’intervista rilasciata al Jamaica Observer ha dichiarato: «Non me lo aspettavo, sapevo di alcuni “rumors” e che si ragionasse sulla vastità del mio contributo nella scena musicale e del mio impegno nel preservare l’eredità dei Wailers. Non solo sotto l’aspetto musicale ma anche quello legato alla comunità e alla cultura Rastafari».

Continua l’artista: «Questo per me è il più grande riconoscimento, è come arrivare al dottorato finale». E proprio a dimostrazione di quanto ancora l’artista sia legato al progetto Wailers, dopo le brevi battute sulla gioia per il premio si lascia andare ai ricordi. Ricorda infatti che sia lui che Peter Tosh e Bob Marley avevano un contratto come cantanti solisti con l’etichetta Studio One di Coxsone Dodd ma guardando ai gruppi Soul americani decidono di unirsi per cercare il sound perfetto, la loro era una vita da gruppo a tutti gli effetti, una vita in musica. Poi pian piano la leadership di Marley si è fatta strada ma tutti hanno contribuito allo stesso modo alla stesura dei brani.

Bunny Wailer inoltre racconta un aneddoto riguardo il primo singolo, venuto alla luce dopo 14 mesi passati a suonare e provare tra Greenwich Park, Trench Town e i campi rasta sotto la guida di Joe Higgs, primo vero mentore della band. In questi mesi i tre assorbono e si avvicinano con fervore agli insegnamenti degli “elders” rasta i quali hanno visto in loro un grande talento e li hanno incoraggiati a portare avanti la loro passione per la musica, perfino dandogli il nome “The Wailers” in quanto il primo nome del gruppo era “The Juveniles”.

E dopo questa esperienza che la band decide di virare verso testi più coscienti e positivi portando in giro per il mondo il messaggio rasta. E proprio sulla dottrina rastafari Bunny Wailer rilascia il suo ultimo pensiero: «Come rastaman, l’arte deve essere ispirata dalla vita e lo scopo deve essere la disciplina rasta è questo il “segreto” del successo duraturo dei Wailers, io sono il sopravvissuto ma i miei fratelli continuano a dare il loro contributo con quello che hanno lasciato».

a cura di Leonardo Pascale

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