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Stato: India
Regione: Tamil Nadu – Kerala
Capitali: Chennai – Trivandrum
Confini: Karnataka – Maharastra
Clima: Monsonico – Tropicale Umido
Specialità gastronomiche: Masala Dosa – Malabar Biryani

La Repubblica federale dell’India, più comunemente nota come India, è una federazione di 28 Stati, più sette territori a statuto speciale tra cui troviamo la capitale Nuova Delhi. Con oltre tre milioni di chilometri quadrati è il settimo paese per estensione territoriale (per intenderci l’Italia è al 72° posto) e il secondo paese più popolato al mondo. Un Paese incredibile che, senza avere molto tempo a disposizione, è molto difficile riuscire a visitare in un unico viaggio.
Il consiglio spassionato è di dividerlo in settori, ad esempio partendo dall’India del Sud, la culla della cultura dravidica, luogo di antichissimi templi e paesaggi mozzafiato.

Il Grand Tour dell’India del Sud parte da Chennai, capitale della regione del Tamil Nadu, metropoli di più di quattro milioni di abitanti e raggiungibile con qualsiasi volo intercontinentale. Città di origine antichissima che risale al primo secolo a.C., Chennai è stata un’antica città indiana, poi colonia portoghese, olandese, francese, inglese e infine è tornata agli indiani con l’indipendenza del paese nel 1947. Tumultuosa città dove il caldo ti sfianca alle otto di mattina, Chennai regala quell’autenticità che in altre megalopoli indiane ormai si è un po’ persa e l’atmosfera di cittadina di provincia non ha abbandonato nemmeno i suoi abitanti. Tra un marciapiede e l’altro è possibile incontrare famiglie di poverissimi che hanno installato la loro cucina o un meccanico che smonta il motore di un risciò mezzo scassato. Il vostro passaggio non passerà inosservato. Tra saluti e risatine, l’inconfondibile ciondolio delle teste di questo meraviglioso popolo vi accompagnerà in tutte le vostre visite. Ecco cosa non farsi mancare con un paio di giorni a disposizione per vedere la città: il Government Museum ha un’eccellente raccolta di antichità storiche della città e dei regni che si sono susseguiti fino alla colonizzazione britannica, tra cui un’esposizione di statue in bronzo dell’epoca Chola raffiguranti il pantheon indiano. Un altro spot interessante è il fortino militare di Saint George nel quartiere di Georgetown. A dimostrazione delle antiche origini di questa città è possibile visitare anche la chiesa di San Tommaso. Il Tamil Nadu assieme al confinante Kerala, possiede la più grande comunità di cristiani dell’India che si dice sia tata fondata dall’apostolo in persona quando raggiunse il continente nel 72 d.C., questo naturalmente prima di morire trucidato da Vasudeva I, re di Mylapore, l’antico nome di Chinnai.

Immancabile, ovviamente, una visita al tempio più importante della città, il Kapaleeshwarar Temple dedicato al dio Shiva e alla moglie Parvati. Costruito nel classico stile dravidico, con alte torri a gradoni chiamati gopuram, è un luogo magnifico dove passare un po’ di tempo lontani dal caos e dal traffico della città, soprattutto se si riesce a rimanere fino al tramonto, quando, grazie all’imponente piscina rituale, si può godere di giochi di luce mozzafiato. Camminando ai bordi della piscina è quasi impossibile non imbattersi in qualche bramino desideroso di farvi partecipare ad un puja, la preghiera rituale indiana. Non siate timidi, accettate di buon grado e in cambio di un’offerta chiedete che vi sia raccontata la storia dei dravidi, l’antico popolo che diede vita alla grande Civiltà della Valle dell’Indo. A Chennai sono inoltre presenti alcuni tra i più rinomati ristoranti indiani ed è molto importante sapere che la cucina del sud dell’India differenzia molto da quella del nord. Il tipico chapati indiano, qui viene sostituito dall’onnipresente riso. In più Chennai è famosa per i suoi dosa e i parota, focaccine unte con cui accompagnare il cibo che vi verrà versato su foglie di palma e da mangiare senza l’uso di posate; la gente del luogo dice che è più saporito, provare per credere.

Kapaleeshwarar Temple

Kapaleeshwarar Temple

Lasciata Chennai si può proseguire verso il sud del paese a bordo di qualche sgangherato e sovraffollato autobus alla volta di Pondicherry, l’unica enclave francese in India fino al 1954 e poi donata agli indiani. Cittadina piccola e poco trafficata Pondy, come viene chiamata dai locali, è un gioiello di architettura coloniale franco-indiana dove la grandeur francese ancora si respira camminando sulla promenade in riva al mare, oppure osservando i poliziotti indiani con le loro divise kaki e i kepì rossi. Pondicherry è anche la città che ha dato i natali a Sri Aurobindo, poeta, attivista politico ma soprattutto maestro di yoga. Il suo ashram (monastero) richiama migliaia di praticanti che nel corso dei decenni hanno trasportato le idee del maestro anche fuori dalla città arrivando a costruire una città basata sui dettami dei suoi insegnamenti e su quelli della sua più importante discepola, la Madre. Auroville, questo il nome del posto, sembra la capitale dei fricchettoni new age, ma non temete, hanno tra le migliori torte di mele della zona e confortevoli campeggi in riva al mare.

Pondy inoltre è l’unico posto dove trovare dei croissant, abbuffatevi, vi servirà. Da qui è possibile prendere uno dei numerosi mezzi che viaggiano verso il centro del Tamil alla volta della città santa di Madurai.
Madurai con il suo Sri Meenakshi Temple è una delle città più sante dell’India, rumorosa, trafficata e intasata di pellegrini questa città offre uno dei più begli esempi di tempio dravidico. Il complesso è composto di quattordici gopuram, o torri, ognuna delle quali è costruita a forma piramidale, per ogni livello statue ornamentali raffiguranti animali, divinità e demoni della mitologia indiana si innalzano per gli oltre cento metri delle strutture in un tripudio barocco di vivacissimi colori. Il complesso, dedicato a Shiva e Parvati, prevede numerose cerimonie dall’alba al tramonto, la più suggestiva delle quali è sicuramente la puja serale detta “la danza delle candele” dove al ritmo delle preghiere dei sacerdoti bramini, Shiva e Parvati vengono portati a dormire nei loro rispettivi altari. Officiati i giusti riti propiziatori e ripulito il karma, aprendo la cartina si scopre che Madurai è anche il grande bivio dell’India del Sud; da qui è possibile proseguire per il vicino stato del Kerala oppure avendo del tempo a disposizione si può continuare a pellegrinare verso Rameswaram città sacra al dio Shiva e a Rama, settimo avatar di Vishnu. Costruita sull’isola di Pamban, questa città, a differenza di Madurai, è in sostanza un grosso villaggio di pescatori. La quantità di pellegrini è comunque incredibile, il tempio più importante da visitare è il Ramathaswamy con le sue sessantaquattro pozze dove immergersi per la purificazione. Qui, complice la vicinanza del mare, non c’è quel pathos e quella devozione che si respira in altri templi. Officiate le preghiere i fedeli si lasciano andare a riposanti passeggiate sulla spiaggia mentre le donne si bagnano nell’oceano indossando i loro coloratissimi sari, tra risate, scherzi e giochi nell’acqua. Abbandonato questo stupendo tempio è ora di lasciare anche il Tamil Nadu per dirigersi verso il Kerala.

Kerala

Kerala

Lussureggiante è l’aggettivo che meglio descrive questo staterello confinante con il Tamil Nadu. Con i suoi canali navigabili e le sue cittadine sonnolenti, il Kerala è una meta turistica molto rinomata anche per gli indiani, il luogo principale da cui partire all’esplorazione del paese è la città di Kochi, meta da oltre seicento anni di mercanti e viaggiatori da tutto il mondo. Caratteristiche di questa città sono il fortino militare di origini portoghesi, l’antico palazzo locale e il quartiere ebraico. Il Kerala inoltre è noto per la kathakali, una danza/dramma nata nel diciassettesimo secolo che unisce passi di danza tradizionale ad una forte componente di teatro. Caratteristica di questo spettacolo sono gli elaboratissimi costumi e le maschere che vengono indossate dagli attori, da vedere.

Kochi inoltre possiede un’efficace posizione centrale nella regione e permette di raggiungere in poche ore di autobus uno dei gioielli di questo paese: Alaphuza, la Città dei Canali. Conosciuti come backwaters questi canali navigabili permettono a chi lo volesse e ultimamente, visti i prezzi, a chi se lo può permettere, di noleggiare una houseboat, o casa galleggiante e di navigare placidamente all’interno dei canali verso il sud del paese, esplorando una natura incontaminata e pacifici villaggi di pescatori.

Sulla via delle backwaters tra un villaggio e una foresta di mangrovie è possibile capitare nell’ashram di Amma Amritanandamayi, la santa-che-abbraccia. Amma, che ha seguaci in tutto il mondo, predica una sorta di pacifismo universale e secondo i suoi seguaci è in grado di trasmettere pace e prosperità attraverso i suoi abbracci. Si stima che negli oltre trent’anni di attività abbia abbracciato qualcosa come 33 milioni di persone.

Il punto di arrivo è comunque la capitale del paese Trivandrum da cui è possibile prendere un treno e ripartire alla volta di Chennai, oppure, proseguire verso il Nord alla scoperta del resto dell’immenso e incredibile continente indiano.

Mattia Coletto
Viaggiatore appassionato nasce nel secolo sbagliato. Avrebbe voluto fare l’esploratore.

 





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