Il Parlamento del Vermont ha approvato a maggioranza la proposta di legge per la legalizzazione dell’uso ricreativo di cannabis, che consentirà l’apertura dei dispensari per la vendita al dettaglio di marijuana a tutti i cittadini maggiori di 21 anni, nonché il diritto all’autocoltivazione di massimo 4 piante.

Si tratta della prima volta in cui uno stato Usa legalizza la cannabis per via parlamentare, negli altri casi fino ad ora era sempre stato un referendum popolare a varare la misura.

La legge per la legalizzazione è stata approvata con 79 voti favorevoli e 66 contrari. Ora spetterà al governatore dello stato, il repubblicato Phil Scott, la facoltà di firmare o rigettare la proposta di legge. Nel caso in cui il governatore rifiuti di promulgare la legge è molto probabile un prossimo passaggio referendario.

Phil Scott, secondo quanto affermato dal suo portavoce «non è filosoficamente contrario alla legalizzazione, ma aspetta di leggere per sapere se essa si preoccupa adeguatamente di prevenire le possibili problematiche connesse alla sicurezza pubblica». Secondo alcuni media americani non vi sono certezze su come Scott si comporterà.

Nel caso in cui il governatore firmi la legge spetterà poi a un tavolo tecnico formulare le regole per la coltivazione e la distribuzione di cannabis, nonché per stabilire l’entità della tassazione da applicare e come utilizzare i fondi che essa garantirà.

 

Nelle prossime settimane se ne saprà di più. Il dato comunque importante risiede nella constatazione di come negli stati Usa – compresi quelli a guida repubblicana – l’insediamento di Trump e le sparate ultra proibizioniste del suo responsabile al Dipartimento federale di Giustizia, Jeff Sessions, non abbiano al momento sortito effetti negativi verso il processo di legalizzazione della cannabis.

Oltre al voto del Parlamento del Vermont, infatti, vi sono altri sei stati che al momento stanno valutando iniziative parlamentari o l’indizione di referendum per una nuova regolamentazione delle droghe leggere. Mentre i governi di alcuni degli stati che hanno già legalizzato hanno fatto capire di non aver alcuna intenzione di tornare indietro e di essere disposti a mettere in campo ogni soluzione possibile per contrastare il ritorno della proibizione inclusa l’approvazione di nuove leggi per proteggere la legalizzazione (in Colorado) e addirittura la minaccia di impedire alle proprie forze dell’ordine di collaborare con le forze federali nella repressione della cannabis legale (è il caso della California).

 





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