«Ciao, il mio nome è Uğur, piacere! Vivo in Turchia, in quella nazione che si trova accanto a una delle regioni più pericolose del mondo moderno. Il contrasto tra questi territori riflette due mondi diversi per me, fonte di ispirazione per il mio lavoro. Mi piacerebbe condividere i miei nuovi pezzi.
Auguro a tutti un futuro di pace».

Si presenta così su una delle piattaforme per creativi più conosciute del web Kanun Hükmünde Ugurgallen, meglio conosciuto come Uğur Gallen (@ugurgallen), giovane creativo turco che ha fatto dell’ossimoro e della contrapposizione il suo linguaggio universale.

Attraverso il fotomontaggio Uğur combina una serie di immagini doppie che dividono e completano, sovrapponendosi perfettamente all’interno del quadro visivo. Ciò che emerge dai suoi lavori è un messaggio di una forza devastante, reso unico anche dalla semplicità deliberatamente cinica, come è cinico l’uomo che ne è protagonista.

Gli scatti utilizzati sono spesso iconici e ultracelebri simboli della cultura occidentale, come ad esempio la combinazione della copertina dell’album dei Beatles, “Abbey Road”, in cui da una parte Paul, George, John e Ringo attraversano le strisce pedonali di una Londra del ’69 e dall’altra, in antitesi, i rifugiati che dalla Siria scappano portando quel poco che resta delle loro esistenze.

Un altro lavoro vede Michael Jackson affiancato a un ragazzo soldato del Sudan o il David di Michelangelo sostituito in due parti dal corpo di un militare della Liberia che imbraccia un bazooka.

I sentimenti più controversi però, vengono scatenati dalle immagini che vedono come protagonisti i bambini, la più forte è forse quella del piccolo Alan Kurdi fotografato morto a soli tre anni sulla riva di una spiaggia e divenuto simbolo della crisi europea dei migranti, combinato con l’ombra di un bambino vivo che gioca al mare con paletta e secchiello.

L’ultimo progetto di Uğur vede raccolti sotto un unico hashtag #ParalelEvrenSavaşBarış – tradotto “Guerra e Pace, due universi paralleli” – i post pubblicati su Instagram o Twitter che hanno come tema centrale la dicotomia guerra/pace, morte/vita in una serie di fotomontaggi intensi sui quali è necessario fermarsi a riflettere. Suonerà scontato, ma vi suggeriamo di seguire da subito il profilo di questo geniale comunicatore.





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