“Ho già avvisato le autorità competenti: domani mattina per protesta mi vado ad incatenare fuori dal negozio”. E’ la reazione di Gesmundo Virgilio, titolare del Green Planet di Caserta, uno dei 4 negozi che sono stati posti sotto sequestro nei giorni scorsi.

A Caserta l’azione delle forze dell’ordine è stata molto solerte: a solo 12 ore dalla sentenza della Cassazione, che non ha fatto altro che aggiungere confusione in una situazione in cui c’era invece un estremo bisogno di regole certe e condivise, tutti e 4 i negozi di settore sono stati posti sotto sequestro dopo che il tribunale di Santa Maria Capua Vetere ha emesso un decreto di perquisizione e sequestro dei locali.

“La cannabis light non era nemmeno esposta negozio perché stavo aspettando di capire come muovermi in attesa delle motivazioni della sentenza della Cassazione”, un’accortezza che però non è bastata e ora il titolare si trova accusato di spaccio di stupefacenti.

“Non mi sono sentito italiano durante la festa della Repubblica perché mi è stato tolto il lavoro che è il primo diritto previsto dalla nostra Costituzione. E non credo che questo provvedimento abbia fermato lo spaccio, anzi, probabilmente la criminalità organizzata sabato sera ha festeggiato”. Secondo Gesmundo: “Hanno chiuso 4 negozi pensando che Caserta il giorno dopo fosse più sicura, quando non è così. E se avessero usato la stessa tempestività e lo stesso spiegamento di forze per chiudere le piazze di spaccio, io oggi sotto casa mia non vedrei lo scempio a cui sono costretto ad assistere”.

“Io vivo in zone dove la criminalità esiste davvero e oggi lo stato fa sentire un criminale me, che ho aperto un’attività legale con grandi sacrifici e sono profondamente sdegnato e deluso. Sto chiedendo tanta attenzione mediatica perché non voglio che vengano chiusi altri negozi come il mio”.

L’opinione degli avvocati Miglio e Lorenzetti, che lo difendono, è che si tratta di “un accanimento giudiziario, un provvedimento abnorme e naturalmente ricorreremo nelle sedi competenti”.

Contemporaneamente (e per fortuna), giungono anche segnalazioni positive da parte di altri negozianti del settore. Come ad esempio quella di Riccardo Mazzei, titolare di Glass & Green di Lucca: “Ho due negozi e stamattina sono venuti i carabinieri per il censimento. Sono stati gentili e rispettosi, alla merce nemmeno si sono interessati, se non per fare dei complimenti riguardo dei tessuti e delle creme. Anche loro trovano assurdo attaccare delle attività legali, almeno i 4 con cui ho parlato io. Noi continuiamo regolarmente la vendita di infiorescenze e derivati”.

 





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