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La stima da cui partire è che nel 2000 si sono verificati circa 150mila decessi a causa del cambiamento climatico e secondo un recente studio dell’OMS, entro il 2040 siamo destinati a raggiungere i 250mila decessi l’anno. Secondo l’Agenzia Europea per l’ambiente: «Gli eventi meteorologici estremi sono già tra i principali fattori del cambiamento climatico che interessano la salute pubblica. Inoltre, la mortalità dovuta alle ondate di calore e alle alluvioni è destinata ad aumentare, in particolare in Europa. Infine, i mutamenti previsti nella distribuzione di patologie trasmesse da vettori causeranno anch’essi importanti conseguenze sulla salute umana».

2017-03-09 10.05.14 amNon solo eventi estremi più frequenti ma vere e proprie pandemie capaci di mettere a rischio centinaia di migliaia di vite umane. Le frange più esposte della popolazione sono quelle più vulnerabili: bambini, anziani, malati cronici, poveri. Malaria, diarrea, malnutrizione e stress da caldo le cause principali. «Il peso delle malattie e delle morti causate dai cambiamenti climatici e dall’inquinamento dell’aria non solo è tragico, ma anche evitabile», ha commentato Flavia Bustreo, vice direttore generale, salute della famiglia, delle donne e dei bambini dell’Oms in occasione della seconda conferenza globale sulla salute e sul clima, tenutasi a Parigi lo scorso 7 e 8 luglio.

Non solo profughi climatici o conflitti per le risorse più scarse. Sarà la salute dei cittadini ad essere messa a dura prova. Secondo l’Oms i danni diretti alla salute causati dal clima saranno compresi tra i 2 e i 4 miliardi di dollari entro il 2030. A fronte di un pallido 1,5 per cento di finanziamenti internazionali destinati ai cambiamenti climatici che vengono invece assegnati alla salute.

Diversi tipi di eventi meteorologici estremi riguardano regioni differenti: ad esempio, le ondate di calore costituiscono un problema soprattutto nell’Europa meridionale e nel Mediterraneo, ma anche, in misura minore, in altre regioni. Si prevede che entro il 2050 le ondate di calore arrivino a causare più di 120.000 decessi l’anno nell’Unione europea, generando spese per 150 miliardi di euro qualora non vengano adottate misure idonee a fronteggiare la situazione. Ma anche altri eventi meteorologici estremi quali l’eccesso di precipitazioni causa di alluvioni influiscono a loro volta sulla salute pubblica.

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I rischi associati ai mutamenti climatici sono anche a lungo termine: i mutamenti delle temperature e precipitazioni finiranno probabilmente per influire sulla capacità di produzione alimentare nella regione pan-europea, con riduzioni significative nell’Asia centrale. Un’ulteriore riduzione della capacità produttiva nella regione potrebbe non solo esacerbare il problema della malnutrizione, ma anche innescare altre conseguenze diffuse, come un aumento dei prezzi del cibo a scala globale.

La sezione europea dell’OMS già da 20 anni si sta occupando degli effetti sulla salute umana dei cambiamenti climatici:«infatti sviluppiamo metodi e strumenti per valutare l’impatto ambientale del mutamento e forniamo assistenza agli Stati membri nel processo di adattamento al cambiamento climatico».

È ormai chiaro che occorre adottare misure finalizzate a mitigare il cambiamento climatico per salvaguardare la salute pubblica anche a livello nazionale. Alcuni di questi interventi possono inoltre comportare benefiche ricadute sulla salute: ad esempio, promuovere il cosiddetto “trasporto attivo” (come andare in bicicletta e camminare) può contribuire alla riduzione dell’obesità e delle malattie non trasmissibili. Oppure, l’energia rinnovabile come quella solare può contribuire a garantire energia in modo continuativo alle strutture che forniscono servizi sanitari in aree remote.

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