Muri puliti popoli muti. Chi non ha mai sentito questa celebre frase o meglio questo slogan che rimane fisso in testa e colpisce forte dandoci subito un bello scossone? Quattro parole che ci ricordano come ogni giorno accettiamo di vivere in uno stato di diritto, quattro parole che ci ricordano che alla fine lo stato siamo noi e come popolo non possiamo accettare soprusi o violenze quando questi accadono, e che nell’appiattimento generale si rende necessario dar voce alle nostre idee.

Spesso leggiamo scritte come quella prima citata sui palazzi delle nostre città, realizzate frettolosamente e male, ma l’esigenza di condividere è forte e la forma passa in secondo piano.

I lavori che vedete sono di Peter Fuss, nome d’arte di uno street artist polacco che ha fatto delle parole il suo stile per commentare questioni sociali e politiche, religiose o riguardanti il sistema, invitando l’osservatore a riflettere e a mettere in dubbio le proprie certezze.

L’artista è specializzato in manifesti tipografici realizzati in combinazione tra stenciling e wheatpasting, quella tecnica che permette di preparare i lavori in studio prevalentemente su carta di riso e incollarli rapidamente in strada raggiungendo un risultato di grande impatto e duraturo.

Semplici ed efficaci, i suoi interventi sono in bianco e nero e riportano generalmente sullo sfondo delle immagini e in primo piano lo slogan. Uno di quelli che rappresenta maggiormente il suo lavoro è intitolato “Don’t think”, realizzato nel 2013 per il Katowice street art festival e che riporta la frase «Non pensare, non domandare, paga le tasse, vota per noi». Altra tematica calda è la religione, il messaggio esplicitamente contro la Chiesa Cattolica e il Papa, contenuto nell’opera “The body of Christ”, raffigura a sinistra un’ostia con la scritta “Il corpo di Cristo” e a destra una fiala mezza piena con sotto la scritta “Il sangue del Papa”.

Fuss utilizza spesso anche le bombole spray, con cui realizza graffiti come quello raffigurante l’assassinio dell’ex presidente degli USA, con la scritta “Chi ha ucciso Barack Obama?”.

Consiglio di vedere altri lavori di questo tipo cercando in rete, uno stile all’apparenza semplice che ci riporta all’essenza della street art.





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