Ilaria Cucchi

Se è difficile immaginare qualcuno che in Italia non sia a conoscenza della storia di Stefano Cucchi, è perché sua sorella Ilaria, con il resto della sua famiglia, non ha permesso che la sua morte fosse messa a tacere.

Dal suo arresto alla ricostruzione e recente testimonianza del pestaggio subito da parte delle Forze dell’Ordine che lo condusse al tragico epilogo sono passati dieci anni. Un periodo molto lungo in cui la strada per la verità è sembrata a tratti senza uscita, come se il destino di Stefano fosse doppiamente segnato: ecco l’ennesima vittima dello Stato per cui non c’è giustizia, si diceva in giro. Se l’è cercata, dicevano altri.

Oggi sappiamo con certezza che non andrà così. E che non è andata così.

Di questo e di anni di vita tra il rumore dei mass media e le aule dei tribunali, ma anche della legalizzazione della marjiuana, abbiamo parlato con Ilaria Cucchi la cui umanità emerge dallo sguardo, dalle parole, dai gesti, dalla semplicità con cui conduce le sue giornate anche in mezzo a chi l’accusa di strumentalizzare la vicenda. Una vicenda che noi di Dolce Vita abbiamo sempre vissuto come riguardasse un amico, uno di famiglia.

Perché, come dice Ilaria nell’intervista che abbiamo realizzato, non solo sbagliamo pensando che a noi certe cose non potrebbero mai accadere, ma ogni volta che i diritti fondamentali di un solo uomo vengono violati, di quella prepotenza risentiamo tutti.

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