AntiproibizionismoIn evidenza

Giù le mani dalla SatiVa Parade!

La quarta edizione della street parade antiproibizionista di Varese si è conclusa senza nessun problema, ma nonostante questo sono arrivate diverse critiche

Sativa Parade Varese 2022

“Una manifestazione di tossici regolarmente autorizzata dal comune di Varese”. Sono le parole sprezzanti utilizzate dal consigliere di Varese Stefano Clerici in un post su Facebook, con tanto di foto di alcuni partecipanti, per raccontare la SatiVa Parade, street parade antiproibizionista che, per la quarta volta, è tornata ad animare le strade del capoluogo varesino.

Il politico a dire il vero non è nuovo ad uscite di questo tipo. L’anno scorso, nella giornata del 25 aprile, mentre gli italiani festeggiavano la sconfitta del nazifascismo, lui inneggiava sui social alla repubblica di Salò. Ex appartenente ad Alleanza Nazionale prima e a Forza Italia poi, si vide addirittura ritirare le deleghe da assessore nel 2014 per aver insultato una manifestazione dell’Anpi. Deleghe che gli furono ritirate dall’allora sindaco Attilio Fontana, odierno presidente della Regione Lombardia e non certo di sinistra: leghista da una vita, durante la campagna elettorale per diventare governatore scatenò le polemiche per aver detto che: “Non possiamo accettare tutti gli immigrati che arrivano: dobbiamo decidere se la nostra etnia, la nostra razza bianca, la nostra società devono continuare a esistere o devono essere cancellate”. Insomma, il tenore in città, prima dell’arrivo della nuova giunta di centro-sinistra confermata alle ultime elezioni cittadine, è stato questo per anni.

LA SATIVA PARADE SULLA STAMPA LOCALE

Critiche che sono state rilanciate anche attraverso un articolo del quotidiano locale La Prealpina, dove la giornalista Valentina Fumagalli arriva a scrivere che “i partecipanti erano in visibile stato di alterazione psico-fisica”. Non uno, qualcuno, ma “i partecipanti”, quindi tutti, secondo la giornalista. Non sappiamo se abbia seguito l’evento e ancora meno possiamo immaginare come sia giunta a questa conclusione, che, più che cronaca giornalistica, è una discriminazione dettata dal pregiudizio.

Spiace che nel pezzo, oltre a quelle prevedibili di un esponente locale di Fratelli d’Italia e quelle del già citato Clerici, vengano riportate anche le critiche di Alessandro Ceccoli, descritto nell’articolo come un esponente dei Radicali di Varese, partito che da sempre si è contraddistinto nelle battaglie a fianco degli ultimi, oltre che per la legalizzazione della cannabis. Se non che, subito dopo, è arrivata la smentita: il gruppo dei Radicali di Milano ha infatti pubblicato una storia su Instagram in risposta all’associazione Free Weed che aveva sottolineato l’accaduto, spiegando che: “Il signore citato nell’articolo non è iscritto ai Radicali e non si è interfacciato con nessuno di noi, la sua posizione è soltanto sua”.

Noi, che alla SatiVa Parade c’eravamo, a dire la verità abbiamo assistito ad un fiume di persone che danzava per la città, al ritmo del suond preferito (tekno, reggae, elettronica e punkrock, con decine di gruppi che si sono alternati) sparato dai carri che hanno animato la parata per poi stazionare fino a sera in piazza della Repubblica. Abbiamo visto ragazzi di tutte le età e famiglie con bimbi al seguito, in un evento, autorizzato e coordinato dalle forze dell’ordine onnipresenti, che non ha causato un singolo problema di ordine pubblico. Nemmeno uno svenimento tra tutti questi tossici in visibile stato di alterazione psico-fisica.

“È stato semplicemente un fiume di persone felici di protestare ballando anche sotto il diluvio, per farsi sentire e, perché no, anche schernire, chi del proibizionismo ne fa una bandiera!”, ha sottolineato il gruppo che organizza la manifestazione, SatiVa Collective, spiegando che: “SatiVa si è sempre dichiarato un collettivo apartitico e si dissocia da critiche ed elogi a chi ci governa! Non utilizzate il nostro corteo come escamotage per screditare un’amministrazione comunale! Il diritto di manifestare è sancito dalla Costituzione Italiana e come abbiamo spiegato una marea di volte questo è il nostro modo di protestare: in maniera pacifica e festosa, facendo della musica la nostra arma! Ci teniamo a precisare che durante la manifestazione non si sono registrati disordini, interventi sanitari del 118, risse e danni a cose o persone”.

Per concludere che: “Ci teniamo a ricordare a chi ci ha dato dei tossici che tra noi c’erano bambini, lavoratori, studenti, artisti e che è illegale pubblicare foto sui social network di persone senza il loro consenso, oltretutto schernendole anche per il loro aspetto fisico: questo crediamo sia l’argomento principale, se proprio bisogna aprire un dibattito al consiglio comunale! SatiVa continuerà a farsi sentire, che vi piaccia o meno!”.

Aspettiamo con ansia la prossima edizione della SatiVa Parade, che noi di Dolce Vita continueremo a sostenere come abbiamo sempre fatto, con buona pace di bigotti, proibizionisti e censori.

TG DV


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