Esistono diverse realtà sul web che promuovono lo scambio culturale attraverso il lavoro volontario nelle aziende, una modalità stimolante che permette anche di viaggiare in modo molto economico. Ciascuna piattaforma ha le proprie regole e la propria filosofia. Tra queste WWOOF è quella giusta per chi in un’esperienza del genere cerca anche una qualche formazione in stili di vita rurali sostenibili da spendere magari in un’attività futura in proprio.

Nello specifico WWOOF (World wide opportunities on organic farms) è una piattaforma che mette in contatto la domanda e l’offerta di lavoro nelle strutture che praticano l’agricoltura naturale in Italia e nel mondo. In cambio di una mano nelle attività quotidiane, il WWOOfer riceve alloggio e pasti, acquisendo le conoscenze pratiche, obbligatoriamente ecosostenibili, presso fattorie, orti familiari, frutteti, vigneti, cooperative, ecovillaggi ecc.

Ma come si fa a trovare un host, ovvero la persona che ospita? Sul sito wwoof.it gli host descrivono i propri progetti e le proprie realtà nel loro profilo, indicando la località dove è situata la loro attività e fornendo altre info utili, mentre i visitatori, pagando una quota associativa di una trentina di euro, possono contattarli in base ai propri interessi, prendendo accordi sulla sistemazione e sulle mansioni da svolgere che può andare dalla cura degli animali a quella delle piantagioni, dalle pulizie degli spazi comuni in casa al raccolto, dalla produzione del vino fino all’apicoltura, all’eco-costruzione e al compostaggio. Solo in Italia esistono 840 host, tra fattorie, ecovillaggi e aziende, disposti ad ospitare i WWOOfer per pochi giorni fino a un massimo di 6 mesi.

Il wwoofing non è più solo una scelta per viaggiatori alternativi perché grazie alla sempre più diffusa consapevolezza “green” sono sempre di più coloro che hanno voglia di sperimentarsi immersi nella natura.





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