Da molte parti si trova scritto che il BDSM consiste in giochi di ruolo. Ossia uno giocherebbe a dominare e l’altro ad ubbidire. E’ una visione decisamente semplicistica se non, per la maggior parte dei casi, errata del tutto.

Il BDSM è per taluni uno stile di vita; per altri un modo non convenzionale di trarre piacere da rapporti di dominazione/sottomissione; per altri una forma più complessa ed articolata della propria sessualità, e per altri infine un mix di tutto questo.

Dire che tutto questo è riconducibile a giochi di ruolo non coglie aspetti come il 24/7 ma non coglie neppure una serie di attività come quasi tutte quelle legate al feticismo del piede/calpestamento e neppure attività BDSM dettate da un piacere più orientato alla fisicità.

Nella migliore delle ipotesi, il dire che il BDSM è tutto un gioco di ruolo è dire una cosa ovvia, lapalissiana, pleonastica.

Tutto il BDSM è una “attività” che termina quando una delle 2 parti dice “non gioco più” così come dicono i bambini quando per un motivo qualsiasi non vogliono continuare nel gioco con l’amichetto/a.

Il concetto di gioco di ruolo è opportuno riservarlo a quando il BDSM assume la forma di una teatralità che va a sovrascriversi sopra un rapporto di dominazione/ sottomissione.
Entriamo subito nel concreto.

George prova un grande piacere a legare sua moglie Laura al letto o da qualche altra parte e frustarla forte. Lei urla, piange, dice basta ma desidera ardentemente le frustate di George. Lui ogni tanto si ferma e si baciano con passione. Quando la fustigazione è finita l’eccitazione di entrambi li porta a qualche ora di intenso sesso. I segni di frusta e frustini durano per molti giorni e lei li guarda allo specchio con soddisfazione. Il loro è un gioco, ma non un gioco di ruolo.

Lyz arriva a casa stanca del lavoro. Bry è già a casa da un po’ e si è vestito da ufficiale. In sala sono stati spostati alcuni mobili e anche ricoperti con dei grandi teli. La sala ha assunto un altro aspetto. Tapparelle abbassate. In mezzo alla sala sopra 2 cavalletti che stavano nel ripostiglio c’è una tavola sopra la quale è posta una lampada di quelle vecchie da scrivania. La luce punta verso una sedia messa di fronte all’improvvisato tavolo di un ufficio.

La sala ha cambiato con meno di mezz’ora di lavoro il suo aspetto. Il tocco finale è dato da un giradischi che era dei genitori e che fa funzionare un vecchio disco a 78 giri. Musica gracchiante di altri tempi. Lyz entrando vede e non chiede che cavolo è successo.Tra i due nessun saluto, nessun “come è andata la giornata”. Lei va di là, si fa una doccia e torna in sala indossando un vecchio vestito. E qui inizia il gioco. Il gioco di ruolo.

Gli schiaffi, il denudamento, le strizzate di capezzoli, le legature alla sedia, i colpi di frustino sulle cosce, sono accompagnati da un dialogo fitto dove l’ufficiale “esorta” la prigioniera a dire chi sono le sue complici nell’attentato.

Il gioco di solito dura almeno un paio d’ore con reciproca soddisfazione. Bry è bravissimo nel suo ruolo di sordido ufficiale che sa come giocare con la sua preda per distruggerla psicologicamente tramite minacce, percosse, umiliazioni, promesse di usarle violenza carnale e di metterla poi nelle mani dei suoi soldati.

Entrambi hanno assunto un loro ruolo: uno vittima e l’altro carnefice. Quando Lyz e Bry non hanno tempo ci sta anche solo una bella seduta di spanking, della cera e altro. Ma gli stati emotivi provati nella situazione più complessa del gioco di ruolo sono, a loro detta, mille volte superiori.

Entrambi sanno calarsi nella parte, provano emozioni molto forti immedesimandosi nel personaggio; ma un personaggio che fa cose in linea con quelli che sono i desideri di sottomissione di uno e di dominazione dell’altro. Stando così le cose non è necessario essere attori di teatro, avere doti di recitazione. Più o meno si interpreta se stessi.

Nel gioco di ruolo di Lyz e Bry la parola invece è importantissima. La parola conduce poi ai fatti concreti. Nessun fatto avviene senza che sia stato prima detto, minacciato o viceversa implorato di non farlo. Questo aspetto è centrale nel gioco di ruolo.

L’esperienza insegna che è utile che la parte Dominante (che è quella che conduce il gioco) si prepari le fasi iniziali o meglio le cose da dire all’inizio. E’ basilare impostare bene il gioco ed avviarlo. Basta preparare i primi minuti e poi tutto diventa semplice e consequenziale.

Altro elemento da non trascurare è un minimo di ambientazione. Le piccole modifiche alla stanza apportate da Bry, nell’esempio che prima facevo, sono molto consigliabili.

Ed infine si tratta di scegliere quale gioco di ruolo fare tra i tanti possibili. Quello che più in quel momento può attrarre entrambi. O che non offende la sensibilità di alcuno. Giocare a ufficiale delle SS ed ebrea è qualcosa che offende la sensibilità di molti. Giocare a prete e peccatrice può irritare altri che hanno un senso religioso molto forte.Va dunque tenuto sempre conto di questi aspetti individuali.

Del resto le possibilità sono numerose e possiamo vederne alcune. Per pura semplicità metto al maschile la parte dominante e al femminile quella sottomessa. Nulla cambia però la loro inversione.

– Poliziotto e arrestata
Molto semplice da realizzare, basta una stanza molto spoglia o resa tale, un tavolo, una sedia bella ed una molto spartana, una lampada vecchia da tavolo, corde, manette. Lei con una maglietta o vestito vecchio che possano essere buttati via perché il bello è legare alla sedia la persona che deve essere interrogata e dopo una serie di domande cui l’arrestata non risponde, minacciarla di soprusi. E si inizia con il denudarla strappando o tagliando con una forbice gli indumenti per quanto la posizione seduta lo consenta. Ci stanno molto bene da parte dell’arrestata delle implorazioni a non farlo che a questo punto provocheranno ovvie reazioni. Una benda sugli occhi è un optional da valutare. Il gioco può anche prendere una piega più dura se il poliziotto è un agente segreto e l’arrestata una spia. Qui la tortura diventa forte perché la spia deve confessare i nomi degli altri agenti segreti nonché importanti informazioni segrete.

– Medico e paziente
Il posto giusto in casa può essere lo studio o alla peggio la sala. Utile un lettino tipo quello usato per i massaggi. Facile da condurre con iniziali domande che vanno sull’intimo e poi un esame che si fa esso stesso intimo anche se il malessere denunciato è un persistente mal di gola. Stupore della paziente per le palpazioni delle tette, del termometro nel culetto, per visita ginecologica e tutto il solito rituale dei giochi clinical. In questo caso però conditi da dialogo, da manifesto imbarazzo della paziente che subisce con angoscia e timore reverenziale le manipolazioni dell’esimio prof. Dottore. Insomma c’è da divertirsi.

– Professore e allieva
E’ un classico dei giochi di ruolo. Facile da fare. Quasi scontata l’ambientazione con l’allieva in piedi davanti un tavolo o scrivania. Gonna e camicetta. Il professore vestito in giacca e cravatta ammonisce l’allieva per la sua scarsa diligenza e per avere copiato il tema da una compagna. Solo una bella sculacciata può invogliare una studentessa pigra a diventare studiosa.
Sul tema di professore e allieva ci possono essere un’infinita varietà di impostazioni.
Adatto nel caso si voglia mantenere la sessione leggera o a base di sculacciate sia con la mano sia con strumenti propri della disciplina.

– Inquisitore e streghe
Anche questo è un classico perché l’Inquisizione ha sempre stuzzicato la fantasia di tanti. Le fantasie sono fantasie. Ed i giochi di ruolo si basano proprio su questa separazione tra fantasia e realtà o meglio su una fantasia che permea con aspetti esteriori il normale gioco SM che rispetta tutte le Regole che deve rispettare.
Per immedesimarsi nel gioco Inquisitore-strega serve qualche accorgimento in più sull’ambientazione. Dipende da cosa si può disporre come ambienti e/o loro modifiche. Una cantina (se essa consente sicurezza e privacy) abbastanza grande e non ingombra di mille cose vecchie, è una soluzione buona, purché vi sia una temperatura accettabile.
In casa si tratta di poter disporre di una stanza con pochi mobili magari ricoperti di teli.
L’abbigliamento deve in qualche modo riportare alla mente il periodo medievale. Per la strega può esser sufficiente una maglietta bianca lunga senza scritte “I love San Francisco” o “Snoopy”. Per l’Inquisitore si pone il problema di qualcosa di pertinente al tema come ad es. un mantello improvvisato usando un velluto rosso.
Serve anche qualche attrezzo di legno tipo piccola gogna, uno sgabello di legno, corde.
Il dialogo è facile perché tutto gira attorno all’Inquisitore che deve ottenere la confessione della strega di essere tale.

– Datore di lavoro e dipendente
Facile da fare e da ambientare e neppure i vestiti sono un problema.
Ciò che il “datore di lavoro” deve fare è preparare le prime fasi scegliendo un buon motivo per licenziare la dipendente. La dipendente supplicherà e il “datore di lavoro” suggerirà una buona punizione corporale come si usava nei tempi antichi. Ma la proposta di accomodamento potrebbe venire anche dalla dipendente disposta a una punizione corporale nonché ad essere poi compiacente sessualmente con il datore di lavoro.

– Padre Priore o Badessa e suora
Qui ahimè gli abiti e il posto tornano ad avere una certa importanza. Risolto questo aspetto i personaggi del Priore o Badessa e la suora offrono infinite occasioni per arrivare a castighi corporali nella forma della punizione (colpa da espiare) o nella forma della tortura (colpa da confessare). Basti pensare ai gravi peccati della lussuria per atti solitari o per atti lesbici tra consorelle.
Molti altri giochi di ruolo sono individuabili pensando all’ambiente delle prigioni (direttore e detenuta), dei servizi segreti (direttore del controspionaggio e spia), oppure della vita militare, della storia (Padrone del castello e cortigiana; pirata e nobil donna fatta prigioniera) oppure della vita attuale (ricattatore e ricattata; investigatore e ladra; rapinatore e donna sola in casa).

La fantasia si può sbizzarrire inventando un’infinità di articolate situazioni dove l’esercizio della dominazione e della sottomissione possono entrare come elemento centrale, ma inserite in un altro contesto di spazio e di tempo. Non è detto che il gioco di ruolo debba essere solo tra 2 persone. Nel classico esempio dell’Inquisizione, le streghe possono essere più di una e dall’altra parte ci possono essere l’Inquisitore, il carnefice, l’aiutante carnefice ecc. Anzi è ancora più stimolante se si tratta di 4, 5 o 6 persone.

Il numero delle persone è importante nel senso che dal minimo ovvio del 2 si può salire, ma senza superare le 6, 7 max 8 persone. Solo con numeri bassi ognuno può trovare soddisfazione e spazio nel gioco senza troppi tempi morti.
Ed ancora, come ognuno avrà intuito, il sesso è ad libitum. Può essere escluso o incluso, come sempre. Qui spesso ci sta bene perché nel gioco di ruolo la parte dell’umiliazione ha un’importanza fondamentale ed il sesso può essere giocato proprio in questa forma di sopruso nei confronti della vittima impotente.

Qui dunque si è parlato di “gioco di ruolo”. Appunto GIOCO. Non va dimenticato. Ciò che qui muta è solo la cornice, l’ambientazione, la rappresentazione. Il resto rimane la “solita” azione BDSM che segue le ben note 3 Regole (Sano, Sicuro e Consensuale).

Il gioco di ruolo va visto dunque come una possibile variante che può rendere più coinvolgente l’azione. Chi lo utilizza sostiene che le sensazioni sono amplificate dal pathos che si crea e che fonde meglio assieme la parte fisica con quella cerebrale.

Rubbershin
fonte: www.gabbia.com

 





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