Pranzo di FerragostoUn bozzetto della domenica, giocato nel tempo di una domenica di festa. Solitudini e vecchiaia. Delicatezza e poesia. Poche parole, una storia, dei dialoghi.

Quattro arzille e vispe vecchiette tutte insieme accudite dal figlio di una di loro. Che imbastisce dialoghi e discorsi di grande intimità, lasciando trasparire tra un bicchiere di vino e una questua per la spesa la malinconia di un appartamento dove si attraversano vite e solitudini, attorno a un tavolo, per forza e per necessità. Questo film ha una storia quasi vera, un’idea, che come l’arte, nasce nel quotidiano.

Il regista, interprete principale del film Gianni Di Gregorio ha vissuto una storia simile, o quasi, per poi scriverci una sceneggiatura. Il lavoro, prodotto da Matteo Garrone, ha incantato il festival di Venezia con understatement e semplicità. Film da gustare. Magari di domenica pomeriggio, stufi di cibo e chiacchiere.

a cura di Giampaolo Berti

 





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