Dall’introduzione della legge sulla cannabis medica in Germania nel 2017, il fornitore di assistenza sanitaria BARMER, ha ricevuto 14.986 domande per prodotti a base di cannabis medica entro la fine di gennaio 2020.

L’analisi mostra che 10.255 (68,4%) richieste sono state approvate e 4.731 respinte. Secondo la dottoressa Ursula Marschall, responsabile medico di BARMER, «la cannabis è una sostanza altamente complessa che richiede conoscenze mediche specialistiche. Usata correttamente, può essere una valida opzione terapeutica per pazienti gravemente malati, ma non una panacea».

Secondo l’analisi BARMER, il numero di richieste di rimborso di medicinali contenenti cannabis è aumentato negli ultimi anni. Mentre ci sono state 3.090 domande da marzo a dicembre 2017 incluso, ci sono state 5.238 domande l’anno successivo e 6.094 domande l’anno scorso. Il tasso di approvazione è stato del 65% nel 2017 ed è salito al 72% nel 2018 per poi scendere al 67% l’anno scorso. «Le domande di autorizzazione per la cannabis vengono respinte, ad esempio, se devono essere utilizzate per quadri clinici per i quali non sono state ancora esaminate altre terapie alternative», ha sottolineato la dottoressa.

Riguardo alle regioni tedesche l’analisi mostra che negli ultimi tre anni la maggior parte delle richieste di rimborso di preparati contenenti cannabis sono state in Baviera (3.029), seguite dal Nord Reno-Westfalia (2.871) e dal Baden-Württemberg (1.310). Secondo la dottoressa: «Ci sono così tante normative sulla cannabis in Baviera perché c’è stato un focus di ricerca all’Università di Monaco di Baviera a metà degli anni Novanta. I medici sono di conseguenza esperti nella formulazione». Questo non avviene ovunque nella stessa misura, il che può portare a tassi di approvazione più bassi in alcune regioni. Ad ogni modo secondo l’analisi, dal marzo 2017, agli assicurati BARMER sono state prescritte quasi 83mila confezioni di preparati contenenti cannabis per un valore di circa 35,3 milioni di euro (38,49 milioni di dollari). Tra queste c’erano quasi 20mila confezioni di fiori di cannabis non lavorati.

Fonte: cannabisterapeutica.info 





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