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Prima condanna al mondo per il genocidio degli Yazidi

Prima condanna al mondo per il genocidio degli YazidiPer la prima volta nella storia, un tribunale ha condannato all’ergastolo per genocidio un uomo iracheno affiliato allo Stato Islamico. È la prima volta che un tribunale stabilisce che le atrocità commesse contro gli yazidi equivalgono a un genocidio, già riconosciuto come tale dagli investigatori delle Nazioni Unite.

Il 3 agosto 2014 lo Stato islamico lanciò un’offensiva nel nord dell’Iraq e compì massacri su vasta scala contro la popolazione civile: uccisioni di massa, violenza sessuale, tortura e riduzione in schiavitù. Più di 5.000 persone furono uccise e più di 400.000 costrette a lasciare le proprie case.

A oggi, oltre 2.800 donne e bambini yazidi sono ancora prigionieri dello Stato islamico o risultano scomparsi.

Secondo l’accusa, l’ex membro dell’ISIS ha ridotto in schiavitù una ragazza yezida e sua madre in Iraq, e ha torturato e ucciso il figlio di soli cinque anni della donna nel 2015.

Il processo presso l’Alto tribunale regionale di Francoforte è iniziato nel 2020. Questo processo è di grande importanza perché ha riconosciuto che è stato commesso un genocidio ed è il primo basato sul principio della giurisdizione internazionale in presenza di crimini di diritto internazionale commessi all’estero da un responsabile che non sia cittadino dello stato in cui si svolge il processo ed estradato sulla base di un mandato di arresto internazionale.





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