Ganina Jama, nella regione di Sverdlovsk a circa 15 km dalla città di Ekaterinburg, nel pieno degli Urali, è il luogo di sepoltura della famiglia reale dei Romanov. Dopo il brutale assassinio, i corpi dello Zar Nicola II, della zarina Alessandra, delle principesse Anastasia, Maria, Olga e Tatiana, del principe Alessio e dei loro fedeli servitori vennero occultati e gettati in uno dei pozzi abbandonati in quello che era Ganina Jama prima di diventare un monastero: ovvero una vecchia miniera.

Il 23 settembre del 2000 nel luogo di sepoltura della famiglia reale inizia la costruzione del monastero maschile e dopo la canonizzazione da parte della Chiesa Ortodossa diventa meta di pellegrinaggio grazie ai bus locali, taxi e tour organizzati. Fiumi di persone invadono l’area ricercando in esso un angolo meditativo dove ritrovarsi.

La natura fa da padrona e i raggi di sole filtrano tra le innumerevoli betulle che incorniciano il monastero rendendolo di fatto anche dal punto di vista ambientale un luogo perfetto per la meditazione. Il complesso monasteriale conta circa sette chiese in legno sormontate da cupole d’oro che con il riflesso del sole spiccano nella loro lucentezza e sembrano essere uscite da uno scenario fiabesco. Al loro interno si respira un’aria satura di malinconia e il tempo sembra essersi fermato; le poche candele accese illuminano le icone religiose e questo genera emozioni che prescindono dalle diverse culture, etnie e religioni: qui si è tutti uguali e liberi di esprimere se stessi.

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