«La creazione di un clima di terrore con blitz da parte di uomini in divisa accompagnati da cani antidroga che perquisiscono e in qualche caso addirittura arrestano gli studenti, rappresenta il fallimento del processo educativo che sfocia così nella repressione e nell’autoritarismo», si legge nel volantino distribuito fuori dalle scuole di Schio dai ragazzi raccolti nel “Coordinamento Studentesco Altovicentino” per protestare contro le frequenti irruzioni delle forze di polizia nelle scuole.

La protesta degli studenti è stata decisa al termine di un mese, quello di febbraio, che è stato segnato da una vera escalation dei controlli di polizia nelle aule. Culminati anche nel fermo di una ragazza – lo scorso 19 febbraio – trovata in possesso di pochi grammi di cannabis. Gli studenti hanno affisso uno striscione con la scritta “Fuori la polizia dalle scuole. Contro proibizionismo e retate” e diffuso dei volantini tra gli studenti.

«Trattare in questo modo il problema della dipendenza dall’uso di sostanze da parte dei  giovani – si legge nel volantino, leggibile integralmente a questo link – è del tutto controproducente: le scuole dovrebbero preoccuparsi di fornire agli studenti e alle studentesse gli strumenti per un consumo consapevole e le informazioni sui rischi in cui si incorre nei casi di abuso delle sostanze, incentivando il dialogo e il confronto […] Consideriamo, ad ogni modo, la presenza di forze dell’ordine nelle scuole inaccettabile così come è intollerabile l’esistenza di politiche proibizioniste e repressive rispetto al consumo di droghe leggere».
La protesta degli studenti ha già prodotto un risultato, riuscendo a portare la discussione sui controlli antidroga nelle scuole al centro del dibattito politico comunale, con maggioranza e opposizione che da giorni si confrontano sul tema.

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