Dalla venerazione per gli eroi della Golden Age alle battle di freestyle, vincitore del “2theBeat” nel 2005, poi i dischi con il collettivo OneMic, le collaborazioni e la carriera solista: Ensi è il “middle child” del Rap italiano. Venuto su in un mondo, in cui il Rap parlava ancora al Rap e arrivato allo status di artista affermato in un momento in cui il genere, diviso in mille rivoli, tra sottogeneri e contaminazioni più o meno credibili, ha penetrato capillarmente il mercato mainstream, il rapper torinese con il nuovo Ep, “Oggi”, disponibile in streaming e in digitale, comprime in sei tracce passato, presente e futuro.

Un lavoro nato durante e dopo il lockdown – «un periodo molto importante a livello di scelte personali e professionali» -, con cui Ensi riporta l’attenzione sull’arte, uscendo dalla sua comfort zone con una serie di collaborazioni e featuring con artisti di nuova generazione (333Mob, nella persona di Lazza, Andry the Hitmaker, Chris Nolan, Dani Faiv, Gemitaiz, Giaime, Kanesh e Strage), per trovare la propria personalissima via al Rap «in quelli che sono gli asset della nuova grande discografia», ma senza perdere l’appoggio sulle solide fondamenta della cultura Hip Hop.

È la palla curva, con cui apre un nuovo importante capitolo della sua carriera e della sua vita, il primo di un progetto più ampio: «Un concept sul tempo, che si sciorinerà da qua ai prossimi lavori. Alla fine avrà senso compiuto, ma iniziamo a prendere questa direzione e state con me, vi porterò lungo il mio viaggio. So che è pretenzioso da dire oggi che la soglia dell’attenzione è bassissima, ma so anche che là fuori c’è una grande fetta di persone veramente amanti di questo genere, che per fortuna non va più spiegato», ha raccontato Ensi.

Lui comunque tra le rime di questo Ep lo fa, giovane veterano della scena italiana, maratoneta in un mondo di velocisti. «Il Rap, però, non è uno sport dove per forza a una certa arriva uno più fresco di te – ha spiegato -. Il rap è come il vino, anzi, il fatto di invecchiare bene gli consente di raggiungere più maturità e consapevolezza, di ottenere un prodotto più raro e competitivo. Lo vedo nel mio percorso: “Oggi”, “Clash” e “V” sono le cose migliori che ho fatto e sono più fresco adesso di quando avevo vent’anni».

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Legacy, coerenza, rime affilate e attuali, spalmate su strumentali in grado di traghettare nel futuro le basi del nostro Rap, sono questi gli ingredienti di “Oggi”, un lavoro essenziale, in cui per la prima volta Ensi è riuscito a «ponderare l’istinto». Highlights dell’Ep: “Specialist”, il singolo apripista del progetto, con la produzione affidata a Gemitaiz e le rime di Ensi a tratteggiare la realtà musicale di adesso, confrontandola con quella del passato, i riferimenti alla quale permeano tutto il disco; “Non sei di qua”, un viaggio attraverso i luoghi da cui Ensi proviene, sull’onda della strumentale di Lazza, che strizza l’occhio al club, pur mantenendo il sapore di uno street anthem e “Clamo”, «un corso d’aggiornamento del Rap italiano», firmato insieme a Dani Faiv sulla base di Strage.

E poi c’è “Mari” ft. Giaime, un pezzo giocoso, sì, ma in cui Ensi, che a un certo punto canta “Fumo come se fosse legale”, espone, senza mandarle a dire, il suo punto di vista sulla questione canapa: «Non è certo un trattato sulla legalizzazione, ma ad oggi c’è ancora un bigottismo allucinante attorno a questa sostanza. I nostri cugini di debito pubblico della Spagna ne hanno fatto un business importante, che ha creato posti di lavoro, perché la vedono come una risorsa, non un nemico da combattere. Quindi, siccome il rap attualmente sta parlando di ben altre sostanze, per me ribadire la questione è una cosa matura e importante. So benissimo, però, che anche solo parlandone, senza inneggiare al consumo, non attiro un occhio benevolo nei miei confronti, ma l’arte non può perdere la forza di essere rivoluzionaria. Allora io lo faccio e non solo con le canzoni, ma anche con le azioni, partecipando a delle manifestazioni, dicendo la mia e mettendoci la faccia quando c’è da metterla».





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