Fumare, oltre che fare male alla salute, non è un buon modo per assumere i principi attivi della cannabis, a maggior ragione se mischiata con il tabacco. Partiamo da un dato: noi italiani siamo la popolazione che rolla le canne peggiori del mondo: non dal punto di vista stilitico, per carità, ma da quello della salute.

Una ricerca dell’università di York ha infatti confrontato le abitudini dei fumatori europei e nordamericani, per concludere che quelli che fumano le canne più nocive siamo proprio noi, perché ci mettiamo troppo tabacco. Un retaggio culturale che per essere fermato e invertito, deve partire dalla consapevolezza di che tipo di scelta stiamo facendo e che può essere superato con l’aiuto di strumenti moderni come i vaporizzatori.

La pratica di mischiare cannabis e tabacco è popolare in tutta Europa, a differenza di ciò che accade negli Stati Uniti, dove solo il 7% non fuma “purini”. Provate ad andare in California e rollare con nonchalance un bel bombolone mischiato al tabacco: gli sguardi inorriditi saranno il minimo, ci sarà sempre una persona, a meno che non siate da soli, che vi cercherà di trattenere da quello che oltreoceano è considerato uno scempio. Primo perché fumare tabacco è ancora più dannoso che fumare cannabis, secondo perché per i puristi il tabacco non fa altro che rovinare il sapore e l’aroma del fiore che ci si appresta a consumare.

Il rischio maggiore del fumare è rappresentato dal fenomeno della combustione. Fumando infatti la cannabis viene bruciata a temperature che possono raggiungere i 900° C. Queste alte temperature generano una grande quantità di sottoprodotti tossici ed irritanti che dovrebbero e potrebbero essere evitati.

VAPORIZZAZIONE ED INGESTIONE
I due metodi principali per assumere la cannabis ed i suoi principi attivi senza fumarla sono la vaporizzazione e l’ingestione, oltre all’assunzione tramite prodotti ad uso topico come creme e oli. L’ingestione rappresenta un’ottima alternativa ed oggi nei paesi in cui la cannabis è legale esistono decine di prodotti pronti per essere consumati che spaziano da dolci come torte, barrette e snack, il classico intramontabile burro che vale per la preparazione dei piatti più svariati, lecca-lecca e caramelle, prodotti salati come ad esempio i pop corn, e decine e decine di altre varianti. Da quelli ricchi di CBD a quelli con THC e altri cannabionidi in diverse concentrazioni, i prodotti edibili oggi in America sono considerati come la nuova frontiera della cannabis, con una crescita inesorabile per produzione e fatturati.

Della scelta del vaporizzatore ne abbiamo già parlato sottolineandone l’utilità per i pazienti così come per un normale consumatore. E’ un metodo che permette di evitare le sostanze tossiche prodotte dalla combustione assumendo una maggiore quantità di principi attivi, permettendo una maggiore efficienza e quindi anche un risparmio, dosaggi sempre affidabili ed una maggiore funzione polmonare rispetto ad un fumatore.

CANNABIS, TABACCO E POLMONI: GLI STUDI SCIENTIFICI
Ad ogni modo cannabis e tabacco hanno effetti differenti sui polmoni, e diversi studi scientifici hanno dimostrato che è il tabacco a causare i danni maggiori, anche quando mischiato con la cannabis. L’esposizione a lungo termine al fumo di cannabis non è associata a significativi effetti avversi sulla funzionalità polmonari: è il risultato di un recente studio clinico pubblicato sulla rivista Chronic Ostructive Pulmonary Diseases. Dopo aver sottolineato che: “Le relazioni che abbiamo riscontrato tra l’uso del tabacco e gli esiti polmonari concordano con una vasta serie di ricerche sulle conseguenze polmonari avverse del fumo di tabacco”, gli autori riportano: “Né l’uso corrente di cannabis né quello precedente è associato ad un aumento del rischio di tosse, respiro sibilante o bronchite cronica rispetto ai non utilizzatori di marijuana. Gli attuali ed ex fumatori di marijuana avevano un FEV1 (volume espiratorio forzato) significativamente più alto se paragonato a chi non aveva mai fatto uso. Sia l’uso corrente di cannabis che quello precedente era associato ad un numero significativamente inferiore di enfisemi se paragonato a chi non aveva mai fatto uso, anche dopo aggiustamento per età, anni passati a fumare tabacco e indice di massa corporea. In accordo con altri studi pubblicati, anche noi non abbiamo conferme del fatto che l’uso di cannabis sia associato a malattie polmonari ostruttive”.

Studi longitudinali precedenti realizzati per valutare gli effetti dell’esposizione al fumo di cannabis a lungo termine sulla funzione polmonare avevano evidenziato che l’uso di cannabis non è positivamente associato ad un aumento dell’incidenza della broncopneumopatia cronica ostruttiva, del cancro ai polmoni o ad altri significativi effetti dannosi sulla funzione polmonare.

Secondo uno studio scientifico precedente invece le persone che fumano solo la cannabis mostrano una salute migliore rispetto alle persone che fumano tabacco. Nello studio condotto da ricercatori dell’Università del New South Wales a Randwick, Australia, i ricercatori hanno incluso 350 adulti di età di 40 o più anni e li hanno divisi in quattro gruppi: quelli che hanno fumato cannabis, ma non tabacco (n = 59), fumato sia cannabis che tabacco (n = 88), fumato tabacco, ma non cannabis (n = 80) o utilizzato nessuna delle due sostanze (n = 123, gruppo di controllo). I partecipanti hanno compilato un sondaggio riguardante l’uso di sostanze, le condizioni mediche diagnosticate, i problemi di salute in materia di fumo di cannabis/tabacco e la salute generale. Sono state riscontrate diverse differenze significative tra i quattro gruppi. Per quanto riguarda le condizioni mediche diagnosticate, i tre gruppi di fumatori hanno riportato tassi significativamente più elevati di enfisema rispetto al gruppo di controllo. Tuttavia, tutti i membri del gruppo di sola Cannabis che avevano anche diagnosi di enfisema erano ex fumatori regolari di tabacco. Il punteggio totale di salute generale, le sottocategorie di salute generale e gli elementi riguardanti problemi di salute connessi al fumo tendevano a mostrare risultati peggiori per i due gruppi di fumatori di tabacco. Gli autori hanno concluso che “le misure della salute generale hanno dimostrato un modello in cui i gruppi di controllo e di sola Cannabis tendevano a riportare una salute migliore, mentre i due gruppi di fumatori di tabacco risultavano peggiori.” Hanno anche osservato che “la miscelazione della cannabis con il tabacco può sinergicamente compromettere la salute”.

Nel numero di giugno del 2013 di Annals of Thoracic Surgery, il dottor Donald P. Tashkin, medico e professore emerito di medicina presso la David Geffen School of Medicine dell’UCLA, spiegava che un uso moderato di marijuana non causa un aumento del rischio di cancro al polmone. “I risultati di un limitato numero di studi epidemiologici ben delineati non suggeriscono un aumento del rischio per lo sviluppo di cancro per entrambi i polmoni o alle vie aeree superiori alla luce di un uso moderato, anche se il discorso può non valere su un utilizzo pesante e a lungo termine, sul quale non abbiamo ancora dati a sufficienza” scrive Tashkin nel suo articolo. La marijuana, tuttavia, “può causare lesioni visibili e microscopica di grandi vie aeree che è costantemente associato ad un aumentato rischio di sintomi di bronchite cronica che regrediscono dopo la cessazione dell’uso”, secondo Tashkin. Ma anche l’uso pesante di marijuana causa “rischi di complicazioni polmonari molto più basse” rispetto alle conseguenze del consumo di tabacco, sempre secondo il dottore.
Secondo una revisione della ricerca del professore dell’Università della California di Los Angeles, “il peso accumulato dalle prove implica rischi molto più bassi di complicazioni polmonari da uso pesante, anche regolare, di marijuana, rispetto alle gravi conseguenze polmonari del tabacco”. Secondo le conclusioni il fumo di cannabis potrebbe essere associato a bronchite cronica, ma gli studi non confermano che sia associato allo sviluppo del cancro del polmone, malattia polmonare ostruttiva cronica (BPCO) o enfisema.

 

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