“Magari ciò che è successo serve per smuovere un po’ le acque e un movimento di opinione che ha bisogno di un po’ di coraggio. Speriamo che dal male possa nascere un bene e che ci siano persone che ora si muovano un po’ di più per far cambiare la legge. Dovremmo fare in fretta, prima che cambi il governo”. Sono le parole di Franco Casalone dopo l’arresto, in una breve chiacchierata che siamo riusciti a fare per telefono.

Dopo l’arresto è stato scarcerato con l’obbligo di dimora nel comune di Lu e Cuccaro in Monferrato e ad oggi non ci sono grandi novità, bisognerà attendere le analisi del sequestro e il processo. “L’unica novità è che siamo di fronte a un’ordinanza ottima”, racconta l’avvocato Daniele Steinberg, che lo difende, “scritta da un giudice che ha molto cervello in cui si legge che non ci sono elementi per sostenere l’esistenza di un’attività di spaccio e quindi non ha convalidato l’arresto. Per quel che riguarda l’attività di coltivazione bisognerà attendere gli accertamenti, mentre noi abbiamo prodotto la documentazione in cui si mostra che Casalone, di fatto, svolgesse un’attività di coltivazione di canapa ad uso industriale, precedentemente comunicata alle forze dell’ordine”.

La misura restrittiva dell’obbligo di dimora è stata emessa perché Casalone, molto lealmente, ha ammesso che ci fossero 3 o 400 grammi di cannabis, con THC illecito, derivati da una coltivazione ad uso personale (non dimentichiamo che Casalone ha diritto all’uso terapeutico della cannabis da 20 anni, in quanto paziente).

Intanto è partita la campagna online per la raccolta fondi per le spese legali. “Mi fa molto piacere, ma l’aiuto più grosso che posso ricevere è che sempre più persone si diano da fare per cambiare la legge, perché è giunta l’ora di dire basta”. Ad ogni modo, per chi fosse interessato a dare il proprio contributo, la campagna di riferimento è online sul sito Buonacausa.org, (clicca QUI) e le donazioni arriveranno direttamente a lui.





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