AntiproibizionismoHigh times

Le forze dell’ordine rubano la scena alla fiera della canapa

Alla nuova edizione di Canapa Mundi, i controlli delle forze dell'ordine si sono trasformati in un'ostentazione di rigore in tutti e 3 i giorni della fiera, con multe agli operatori di settore

forze dell'ordine fiera canapaIn questi giorni c’è stata una presenza fissa a Canapa Mundi, la fiera della canapa di Roma, e non parliamo della pianta delle meraviglie, né degli operatori di settore, né del pubblico che viene a visitare l’evento, ma delle forze dell’ordine.

In questi 3 giorni infatti carabinieri, finanza e polizia, hanno allietato i 3 giorni di manifestazione con meticolosi controlli agli operatori di settore e diverse multe comminate e, da quanto ci risulta, anche una denuncia per spaccio.

CANAPA MUNDI: 3 GIORNI DI CONTROLLI DELLE FORZE DELL’ORDINE

Per carità, i controlli alle fiere ci sono sempre stati come è giusto che sia, ma la particolare solerzia che è improvvisamente venuta agli agenti, i controlli continuativi per giorni, la presenza di tutte le categorie possibili di forze dell’ordine, l’arrivo negli orari in cui sono presenti più persone e la presenza anche dei cani antidroga all’esterno si sono trasformati in un tentativo di militarizzare un evento culturale e hanno recapitato il chiaro messaggio che con il nuovo governo e il cambio di amministrazione della città l’aria è cambiata, anche a un semplice evento che rappresenta innanzitutto il cuore economico e sociale del settore.

Le forze dell'ordine rubano la scena alla fiera della canapa
La polizia a Canapa Mundi

Ma voi ve li immaginate carabinieri, finanza e polizia al Vinitaly – dove i politici vanno a fare le loro passerelle tra giornalisti e fotografi – che controllano scrupolosamente ogni singolo espositore, dando multe anche per dei semplici dettagli, con il chiaro messaggio di scoraggiarne il lavoro? Noi no, non solo perché non succede, ma anche perché in una manifestazione come quella dedicata al vino, che è insieme un prodotto agroindustriale, una droga e uno dei prodotti italiani più esportati al mondo, se ne magnificano le doti organolettiche e i fatturati, senza che venga fatto nemmeno un palloncino alle migliaia di visitatori che escono spesso barcollando.

E quale sarà mai la differenza con un altro prodotto agroalimentare che potrebbe diventare il centro di una nuova economia sana e con un grande numero di giovani impiegati? Che questo prodotto a questo governo non va bene, lo ribadiscono in tutte le salse, e quindi probabilmente hanno cercato di mandare un chiaro messaggio anche qui. Anche se morirebbero dalla voglia di farlo, infatti, non possono impedire che un evento perfettamente legale abbia luogo nella capitale, calamitando migliaia di curiosi, esperti e appassionati, ma possono fare tutto ciò che è in loro potere per renderlo sgradevole agli operatori di settore, che è ciò che è stato fatto con questi controlli continui e ostentati, che mai avevano avuto luogo nelle centinaia di eventi precedenti in Italia.

Spiace, perché dalla destra al potere che ostenta rigore, sicurezza e disciplina, ci si saremmo aspettati un comportamento più schietto e onesto, ma registriamo ciò che accade e andiamo avanti a fare il nostro lavoro, consci che il rapporto millenario tra canapa e umanità non sarà certo messo in crisi dalle perquisizioni isteriche ordinate dall’alto e fatte a una fiera di settore.

 



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