matzekaden

13 anni con le mani sui vinili quando ne hai solo 27 non sono pochi e forse è solo questo il motivo per cui quando ascolti Synkope ti viene da dire “ca..o che petardo!”. Già Mathias Kaden pur essendo giovane sembra agli esperti del settore tutt’altro che un novellino. Le sue tracce non saranno perfette (del resto cosa lo è?) ma contengono tutto quello che 7 minuti di ritmo possono contenere: organi, percussioni africane, fiati, voci, tratti sudamericani & many more.

Nato e cresciuto musicalmente a Jena tra il MUNA (resident dj per 7 anni) e il KASSABLANCA (responsabile dei Klaunglauf events) muove i suoi primi passi da dj quando ancora non guida la macchina. In quell’ambiente dopo anni di esperienza, come addetto ai lavori, nascerà il suo feeling con Marek Hemmann con cui prima porta in giro per la Germania e poi in alcune discoteche d’Europa un dj/live set frenetico e stremante e poi produrrà le prime tracce degne di nota su Freude am Tanzen.

Tracce puramemente minimal con alcune, poche, contaminazioni etniche tra un loop e l’altro che cominciano a caratterizzare il suo sound pieno di groove e di sonorità elettro scandinave (Guten tag, 2 zu 1, Vaganza). Nel 2005 arriva il suo primo EP autonomo su niente di meno che Vakant (Circle pit), etichetta di cui Kaden ha fatto la fortuna insieme ad Onur Ozer. Nell’Ep formato da 3 pezzi uno più incalzante dell’altro è contenuta Syroc, traccia che oggi farebbe invidia ad una qualsiasi release di una delle più importanti etichette techno minimal (ogni riferimento è puramente casuale, vedi M_NUS). Dopo una serie di tracce e remix acclamatissime di stampo puramente minimal legate ancora in parte alle performances con Hemmann (Pentaton, Tandem, Synkope 2006), tira fuori dal cilindro le prime opere veramente adulte ed evolute.

Mathias definisce la sua musica diventando un vero creatore di sorrisi, uno dei più divertenti producer in circolazione. Si specializza. Abbandona l’electro minimal e si dà a sonorità preistorico tribali senza sdegnare casse cupe, cambi di ritmo, funk e l’house anni ‘90. Musica da after Berlinese insomma (Myal 2007). Porta a termine anche remix importanti per Matthias Tanzmann (Rugby) e Onur Ozer (Twilight). Il remix di Aye Aye Ashawa (Archipel 2007) di Pheek è un vero capolavoro, non riesco a definirla in altro modo..aye aye aye! In un certo senso fuori dal coro Mathias rimane comunque sempre legato alle sonorità di partenza. Aggiunge di volta in volta quel tocco di ambizione che rinfresca il suo groove, che per vie indirette passando prima dal cuore e poi dalla testa scalda gli animi della folla. Usando elementi di percussione sempre diversi crea nuove strutture. Un repertorio di sentimenti.

Fa ciò che piace a lui, e, chissà come mai..piace anche a noi. Sono i fatti a dirlo. I successi dentro e fuori dallo studi registrazione. Kaden rimane comunque sempre nell’immaginario collettivo, prima di tutto, un produttore, ed è infatti producendo musica che dal 2008 in poi sforna una release dopo l’altra senza mai sbagliare un colpo. Prima Lucidas su F. Am T. poi Moron /Shetani suo quarto ep su Vakant e infine gli ultimi remix datati 2009 per Noze e Squillace. Fresco fresco l’ultimissimo lavoro house creato in esclusiva per Moon Harbour Inhouse Volume 3 e uscito il 13 Aprile.

Sicuramente in 5 anni molta gente avrebbe fatto il doppio dei pezzi che ha fatto lui ma impegno e dedizione sono le parole chiave per descrivere la carriera di MK, non è mai stato guidato dalla fame di successo o quant’altro. La perfezione anche emotiva in questo mondo troppo elettronico e ciò che gli ha permesso la creazione della sua musica. Voglia di proseguire senza una retta via.

 





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