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Dal mese di agosto, alle nostre latitudini, le ore di buio in aperta campagna cominciano ad avvicinarsi, per poi superare il limite in cui quasi tutte le varietà di cannabis, anche quelle non adattate alle nostre zone (che avranno iniziato la fioritura a luglio), inizieranno a passare dalla fase di crescita vegetativa a quella di fioritura.

In settembre (14 – 12 ore di buio) anche le varietà provenienti da latitudini tropicali/equatoriali incominceranno a sviluppare fiori, più o meno velocemente a seconda soprattutto (oltre alla genetica) delle condizioni ambientali: giornate calde e asciutte favoriranno la rapida formazione di infiorescenze.

In interni è meglio cambiare repentinamente il ciclo luce/buio da 18/6 ore a 12/12 ore (in quanto le piante risponderanno più velocemente). Se non si hanno problemi di tempo, un ciclo di 13 ore di luce e 11 di buio favorirà lo sviluppo di infiorescenze più grandi, ma ritarderà la maturazione di almeno 8-10 giorni. Attenzione: in questa fase una maggiore intensità di luce (fino ad un certo punto: max 150000 lumen) è direttamente proporzionale alla grandezza finale delle infiorescenze e, ad esempio, se nella crescita era sufficiente una lampada a scarica da 250 watt (meglio MH, agli ioduri metallici, luce blu), in fioritura sarà utile una lampada da 600 watt (HPS: al sodio, luce rossa). Se si vogliono mantenere le piante basse, per i primi 10-15 giorni di 12/12 ore, utilizzare una MH 600 watt, consigliata anche per gli ultimi giorni di maturazione; un’intensità minore eviterà di far appassire le cime mature, ed in più le lampade MH producono molti più ultravioletti, che sembrano correlati alla produzione di resina).

La fase di fioritura è caratterizzata da un cambio nella formazione delle foglie e dei rami secondari su quello principale. Da opposte ad alternate. Opposte: due foglie (e due rami, o due infiorescenze) che partono dallo stesso internodo Alternate: le foglie partono singolarmente, e la successiva parte da una posizione superiore sul ramo in formazione, con uno spostamento a spirale rispetto alla precedente. In questo stadio di sviluppo le esigenze della pianta sono alte, e solo una piena disponibilità di tutti gli elementi di crescita permetterà una fioritura abbondante e sana. La richiesta di acqua aumenterà in proporzione alla taglia della pianta, ed una sua mancanza provocherà dapprima un appassimento delle foglie, dal basso verso l’alto, con la conseguente perdita di vigore: la pianta fiorirà e produrrà comunque fiori, ma questi saranno molto più piccoli che se ci fossero state le foglie grandi fino all’inizio della maturazione (poi è normale che appassiscano e cadano).

La circolazione ed il ricambio di aria saranno della massima importanza per un metabolismo veloce e per evitare la formazione di muffe, che potranno svilupparsi facilmente fra le infiorescenze, se fra queste ristagna acqua o umidità (non eseguite trattamenti fogliari in questa fase). La temperatura ideale in questa fase sarebbe intorno ai 24-26 °C costanti, con un’umidità fra il 40 ed il 50%, ma in esterni le escursioni termiche, anche notevoli, fra il giorno e la notte sembra favoriscano una più rapida maturazione e lo sviluppo di terpeni. Temperature oltre i 35 gradi stressano la pianta e la costringono ad una forte richiesta idrica (fino a 20 litri/giorno per piante di grossa taglia), mentre temperature sotto i 20 gradi favoriscono la formazione di muffe e rallentano tutti i processi metabolici.

La richiesta di nutrimenti in fioritura si diversifica, le piante avranno bisogno di grosse quantità di fosforo per un’abbondante produzione di fiori, almeno all’inizio di questa fase non dovrà mancare azoto, per poter costruire materiale vegetale, e sarà necessaria un’alta dose di potassio, per la robustezza dei rami e la produzione di infiorescenze (il potassio, K, è per le piante un alimento di “lusso”, ed una sua disponibilità eccessiva può portare le piante a produrre meno resina, bisogna usarlo in abbondanza ma non esagerare). Non dovranno mancare tutti gli altri elementi: calcio (accanto ad ogni pelo radicale dovrebbero esserci alcune molecole di calcio), magnesio (una dose eccessiva di potassio provoca una carenza di magnesio, e viceversa), zolfo (a volte in quantità medio- alte) e tutti i microelementi.

Nella fase finale, di maturazione, non si dovrebbe aggiungere alcun fertilizzante al terreno, per non compromettere il gusto, ma lasciare assorbire i nutrimenti già presenti nel terreno stesso. Ci sono diverse linee di pensiero rispetto alla fase finale ed al punto di maturazione ideale per la raccolta. Io personalmente preferirei aspettare fino a quando le parti superiori delle infiorescenze cominciano a seccare, anche se arrivare a questo punto può essere rischioso per diversi fattori (non da ultimo la tensione per l’attesa) e sicuramente l’effetto sarà meno soltanto “cerebrale” ma più coinvolgente anche nel fisico. Alla raccolta isolate le parti ammuffite, prima che propaghino l’infezione.
E, come sempre… Non abbiate fretta…

 





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